Mondiale, il governo russo avverte: “Niente ragazze madri stavolta. Specie con partner di un’altra razza”

Mondiale, il governo russo avverte: “Niente ragazze madri stavolta. Specie con partner di un’altra razza”
14 giugno 2018

Prende oggi il via il Mondiale in Russia, esordio con la squadra di casa che affronta l’Arabia Saudita (ore 17 italiane). Ma il governo avverte sull’emittente radio ‘Mosca Parla’: “Evitiamo la nascita di famiglie non complete, questi bambini hanno sofferto all’epoca”, con riferimento ai casi successivi all’Olimpiade di Mosca del 1980.

Al termine del lungo discorso, arriva anche la nota che lascia un retrogusto alquanto amaro: “Quei bambini [degli anni ’80] hanno sofferto. Ed è andata ancora loro bene se erano della stessa razza, figurarsi di razze diverse”.

NIENTE BIMBI TRISTI, SPECIE SE DI RAZZE DIVERSE. Vi fu un boom di ragazze-madri 9 mesi dopo la rassegna olimpica: tante giovani russe furono concupite da turisti stranieri, poi dileguatisi.

E la cosa non si deve ripetere, spiega Tamara Pletneva, 70enne presidente della Commissione per le questioni familiari del governo.

L’intervistatore, facendo un’allusione alla politica di Putin intenta a promuovere l’incremento della nascite, chiede (forse anche con un pizzico di malizia) se la Coppa del Mondo potrà contribuire in tal senso.

La risposta della funzionaria, riportata da ‘Il Messaggero’: “Avere rapporti intimi porta alla nascita di figli in famiglie non complete. Questi bambini soffrono dopo, e hanno sofferto dai tempi sovietici.

Anche se il rapporto termina con un matrimonio, la giovane famiglia si trasferisce all’estero e poi la giovane non sa come tornare indietro da laggiù.

Vengono da me alla Commissione in lacrime ragazze che raccontano come si siano portati via il bambino e cose del genere.

Io vorrei che nel nostro Paese ci si sposasse per amore, non è importante di quale nazionalità siano [i partner, n.d.r.], ma che siano cittadini russi. E che costituiscano buone famiglie: vivano in pace, facciano nascere dei figli e li istruiscano…”.

Poi, con riferimento ai casi del post-Olimpiade all’inizio degli anni ’80: “Quei bambini ne hanno pagato le conseguenze. Ed è andata ancora loro bene se erano della stessa razza, figurarsi di razze diverse. Noi dobbiamo mettere al mondo i nostri bambini”.

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