Diritti TV, la prima asta è un flop: offerte sotto il minimo di 1,1 miliardi, ora si va ai rilanci

Diritti TV, la prima asta è un flop: offerte sotto il minimo di 1,1 miliardi, ora si va ai rilanci
13 giugno 2018

Un flop la prima asta del nuovo bando per l’assegnazione dei diritti TV: dopo l’apertura delle buste le offerte ricevute da Sky, Mediaset e Perform non hanno raggiunto il minimo stabilito dalla Lega Serie A di 1,1 miliardo a stagione, per ciascuna delle prossime 3 stagioni.

Si proseguirà dunque con i rilanci, entro qualche la prossima fumata, da vedere se sarà bianca o ancora nera.

Le trattative saranno gestite dal presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè, assieme ai presidenti di alcuni club, negli stessi uffici della Lega a Milano.

DUE (O PERSINO TRE) ABBONAMENTI? E ’90º MINUTO’ VA IN PENSIONE. Diversi i pacchetti, fra highlights e partite: per queste ultime sono 3 e, come noto, la grande novità è che nessun operatore potrà comprare più di 2 pacchetti su 3, con la conseguenza che, salvo successivi accordi fra operatori (possibili ma non scontato e che potrebbero poi passare al vaglio dell’agenzia Antitrust) gli appassionati dovranno sottoscrivere 2 (o persino 3) abbonamenti per vedere tutto il campionato.

PACCHETTI. I pacchetti ed i relativi minimi: uno con quotazione minima di 452 milioni con 3 partite a giornata (sabato alle 18, domenica alle 15 e 20.30); uno da 408 milioni con 4 match (sabato alle 15, domenica alle 15 e 18, e il ‘Monday night’); e quello da 240 milioni con 3 gare (sabato alle 20.30, domenica alle 12.30 e 15).

HIGHLIGHTS SOLO DOMENICA SERA. L’altra novità è che gli highlitghts, tranne che sul web, non potranno essere trasmessi prima delle 22 di domenica: sarà la morte di ’90º minuto’?

Per approfondire: Dalla prossima stagione due abbonamenti per vedere tutta la Serie A. E ’90º minuto’ può chiudere

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