Zidane lascia il Real Madrid: “Ho bisogno di nuove sfide”. Conte fra i papabili per la successione

Zidane lascia il Real Madrid: “Ho bisogno di nuove sfide”. Conte fra i papabili per la successione
31 maggio 2018

Zinedine Zidane ha annunciato a sorpresa il suo addio alla panchina del Real Madrid: “Può sembrare un momento strano ma è quello giusto. La squadra ha bisogno di nuove metodologie di lavoro e io di nuove sfide”. La decisione era stata comunicata solo ieri a Florentino Perez, come conferma lo stesso presidente dei Blancos.

TRE CHAMPIONS DI FILA. Subentrato a Benitez nel gennaio del 2016, Zidane, alla prima esperienza da allenatore (o la seconda, se si vuole considerare la squadra B in terza divisione), ha vinto 3 Champions League consecutivamente, l’ultima lo scorso 26 maggio a Kiev, superando 3-1 il Liverpool.

Ma anche altri 6 titoli, in totale 9 su 13 a disposizione, con 2 possibili nei prossimi mesi (Supercoppa Europea e Mondiale).

Poco prima di mezzogiorno la notizia che il tecnico francese aveva convocato una conferenza stampa per le 13. Pochi minuti prima che prendesse la parola alcuni media spagnoli (il primo Cadena Ser) hanno anticipato la decisione.

‘DECISIONE SOFFERTA MA GIUSTA’. “Per quanto si tratti di una decisione sofferta, la squadra ha bisogno di un cambio. Il Real Madrid mi ha dato tutto e resterò sempre vicino ai questi colori. Per molti questa decisione non avrà senso, ma per me lo ha eccome.

Sono molto legato ai tifosi e ai giocatori che mi hanno dato tanto. Ma arriva un momento in cui… cos’altro gli potrei chiedere? Un momento senza dubbio duro, però è normale riflettere e fare il punto della situazione dopo tanti successi e tanti traguardi raggiunti.

La mia scelta è frutto di un logorio inevitabile, naturale, e preferisco chiudere in bellezza. Non sono stanco di allenare e non sto cercando un’altra squadra, semplicemente si è chiuso un capitolo”.

LA LIGA. Difficile dire se vi siano dissapori o altri elementi che possano aver spinto Zizou a questo passo: si è parlato di un possibile esonero in caso di mancata vittoria della Champions che potrebbe averlo infastidito o almeno convinto che fosse comunque il caso di lasciare.

E soprattutto l’accenno alle “metodologie di lavoro” fa sospettare qualche critica in tal senso, magari con riferimento al campionato terminato a distanza dal Barcellona campione.

RONALDO E BALE VIA. E chissà che il possibile addio di Cristiano Ronaldo, cui lo stesso portoghese ha alluso, e quello ancora più probabile di Bale, non abbiano contribuito a convincere il tecnico che fosse ora di voltare pagina, per tutti.

CONTE. Ad ogni modo, si apre la corsa alla successione. Tra i tecnici ‘di grido’ che saranno presto liberi è facile pensare a Conte, che ha ancora un anno di contratto e farebbe anche un grosso favore ad Abramovich che si è già accordato con Sarri e risparmierebbe 10 milioni se l’ex tecnico Juventus si dimettesse.

Il nome è tanto più convincente se l’obiettivo di Perez è tornare a vincere il campionato: specialità di Conte, finora invece molto meno efficace nelle coppe europee.

Altrimenti bisogna pensare ad un Perez pronto a strappare alla sua squadra un altro tecnico già accasatosi: Pochettino e Joachim Löw i nomi che circolano in questi minuti, ma bisognerebbe convincere il Tottenham e la Germania (che a Löw ha recentemente rinnovato il contratto).

The Sun fa il nome dell’ormai ex Arsenal (ma già 70enne) Wenger.

C’è chi suggerisce la suggestione Sarri, che non ha ancora firmato per il Chelsea (De Laurentiis continua a pretendere gli 8 milioni rescissori della clausola).

Da non escludere nemmeno la soluzione interna, in particolare il 41enne Guti, nome completo José María Gutiérrez.

Un’intera carriera al Real, salvo l’ultima stagione al Besiktas. Anche lui sarebbe un esordiente, ma non può vantare il pedigree di calciatore che conferiva credibilità a Zidane all’interno dello spogliatoio.

IL FUTURO DI ZIDANE. Si prenderà un anno sabbatico, ha dichiarato. Nel suo futuro è probabile che vi sia la nazionale francese, l’altra squadra che da giocatore gli ha regalato un grande successo, il Mondiale del 1998: in più di un’occasione in passato ha accennato al suo sogno di allenarla.


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