Follia di Federico Zini della Tuttocuoio: rapisce e uccide l’ex fidanzata Elisa, poi si suicida

26 maggio 2018

Una tragedia sconvolge la cittadina di San Miniato (Pisa), dove Federico Zini, attaccante della Tuttocuoio (Serie D), ha ucciso a colpi di pistola l’ex fidanzata Elisa Amato, 30 anni, per poi togliersi la vita.

I corpi sono stati ritrovati alle 9 della mattinata di oggi, in un parcheggio di Gargozzi, frazione del comune.

Elisa, residente a Prato, era commessa in un negozio di moda a Firenze.

Zini avrebbe compiuto 25 anni domani, domenica 27. Dato forse non casuale, che potrebbe far pensare, nel quadro della sua follia, ad una pretesa di dover essere ascoltato in prossimità di una data come quella.

Dopo diverse esperienze all’estero era tornato in Italia e militava appunto nella squadra di Ponte a Egola, frazione di San Miniato.

FINE DELLA RELAZIONE. A giudicare dalle immagini sulla sua pagina Facebook, la relazione con Elisa era terminata da poco meno di un anno: l’ultima foto insieme risale al giugno 2017.

In un’intervista del dicembre scorso tuttavia definisce ancora la ragazza ‘sua fidanzata’.

RICOSTRUZIONE. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti intorno alle 3.00 della notte scorsa Federico Zini ha atteso Elisa davanti all’abitazione di lei: ne è nato un acceso litigio, poi l’uomo l’ha costretta a salire sull’auto del padre di lei e si è diretto verso San Miniato, dove lui risiedeva.

Intorno all’alba l’omicidio-suicido: Zini ha esploso diversi colpi di pistola contro Elisa, togliendosi poi la vita.

Al momento non risulta che tra i due, dopo la fine della relazione, ci fossero stati litigi.

Più volte il 25enne avrebbe provato a riavvicinarsi senza riuscire nel suo intento, ma non risultano denunce da parte della ragazza.

Tante le foto sui profili Facebook che ritraggono insieme i due, risalenti ai tempi della relazione.

In una di queste, ad Elisa la dedica di queste parole della canzone ‘La Cura’ di Battiato: “Perché sei un essere speciale e io avrò cura di te”.

LA CARRIERA DI ZINI. Il 25enne aveva cominciato nelle giovanili dell’Empoli, dopo diverse esperienze fra Lega pro e dilettanti (Scandicci, Buggiano, Riccione) aveva cercato fortuna all’estero: Malta, Bulgaria e persino Filippine e Mongolia.

Un brutto infortunio nel 2015 lo ha tenuto fermo per 14 mesi.

L’estate scorsa il ritorno in Italia, al Tuttocuoio. Alla fine di una stagione complessa, a inizio maggio aveva festeggiato insieme ai compagni la salvezza della squadra.

Zini era impegnato in iniziative di solidarietà, in particolare “Un pallone per il sorriso”: aveva contattato colleghi più ‘famosi’ (come l’ex Samp Palombo) per ottenere le loro maglie, da mettere poi all’asta: per aiutare i bambini ricoverati, come aveva spiegato.


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