Il dramma del runner Roberto Zanda: perderà i piedi, la mano destra e parte della sinistra

Il dramma del runner Roberto Zanda: perderà i piedi, la mano destra e parte della sinistra
10 marzo 2018

Roberto Zanda, runner italiano, perderà sia le mani ed i piedi, che gli verranno amputati per cancrena dopo la partecipazione alla Yukon Arctic Ultra, in Canada, in cui il suo corpo è stato sottoposto per 14 ore a temperature tra -40 e -50 gradi, dopo che si era allontanato dalla slitta dotata di Gps ed era finito in un fossato di neve alta fino all’ombelico.

I medici potranno solo salvare parzialmente la mano sinistra.

Zanda, 60 anni, ricoverato all’ospedale Parini di Aosta, è propriamente un ultramaratoneta, è cioè specializzato in corse di lunghezza superiore ai 42 km e 195 metri della maratona, in condizioni spesso difficili.

La sua ultima ultramaratona, ai primi del mese scorso, era stata salutata come un’impresa, tenendo conto anche della sua età. Ma evidentemente questa volta l’uomo ha chiesto troppo a sé stesso ed al proprio corpo: l’evento più estremo della Yukon Arctic Ultra, è lungo 692 km e prevede 3 specialità: bici, sci di fondo e corsa.

L’evento corsa in particolare è noto come il più estremo fra tutte le ultramaratone e l’atleta sardo pagherà un pesante dazio per avervi preso parte. Era consapevole di dover fronteggiare una probabile amputazione e aveva commentato con un “chi se ne frega” a metà strada fra la gioia di chi aveva scampato la morte per ipotermia ed il desiderio di esorcizzare il timore di ciò cui andava incontro.

Forse nemmeno lui si aspettava però che il responso medico sarebbe stato così duro. Nel video postato sul suo profilo Facebook Zanda, detto “Massiccione” dagli amici, mostra la forza e la serenità d’animo con cui sta affrontando il difficile momento.

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