Torna la Champions, il tecnico del Tottenham: “Da piccolo seguivo la Juventus e mangiavo la bagna cauda”

Torna la Champions, il tecnico del Tottenham: “Da piccolo seguivo la Juventus e mangiavo la bagna cauda”
12 febbraio 2018

Torna la Champions League con le gare degli ottavi e Maurizio Pochettino, tecnico argentino del Tottenham che domani a Wembley affronterà la Juventus, ha rilasciato un’intervista a Raisport, in cui si sofferma anche sull’infanzia e sul nonno originario di Torino che gli ha trasmesso alcuni usi piemontesi, oltre che la simpatia per i bianconeri.

Sul recupero di Dybala: “Sembra che ce la faccia e lo spero perché credo che sia sempre bello giocare contro i migliori del mondo e penso che Dybala rientri in questo gruppo: ha un talento speciale e vederlo sul campo, anche se può procurarti qualche sofferenza, è sempre bello”.

Sulle origini piemontesi della famiglia: “Il richiamo della tradizione era forte per tutta la gente della colonia italiana dove eravamo in Argentina: la bagna cauda, la pasta, tutto ciò che significa la famiglia per tutti noi e per un piemontese. Però le sensazioni sono molto buone perché giocare con Champions contro la Juve è davvero molto eccitante”.

Gli chiedono se da bimbo seguisse e magari tifasse per la Juventus: “Sì, mio nonno mi parlava sempre della Juve, mi raccontava molte cose. Io ero piccolo, non capivo molto, ma la Juventus l’ho sempre avuta dentro casa, era la squadra dei miei nonni. Quando ero piccolino in Argentina sentivo sempre parlare della Juventus, nonostante avessi pochi anni. Poi col passare del tempo mi rendevo conto della dimensione della Juve”.

Sull’imminente impegno con i bianconeri: “Essere alla guida del Tottenham e affrontare una squadra come la Juventus in Champions è una sfida enorme: la Juventus è al livello di Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco. Noi aspiriamo a raggiungere quel livello, ma credo siamo ancora un gradino più giù.

Però di sicuro nel calcio, con il lavoro, l’entusiasmo e il desiderio si può compensare e vincere: è l’ambizione che abbiamo. La Juventus parte in vantaggio rispetto a noi per tutto questo, è favorita per la cultura vincente, per l’esperienza internazionale, perché ha giocatori che sanno cosa vuol dire vincere e competere.

Io dico sempre che giocare non è uguale a competere e per vincere devi saper competere; per essere competitivo hai bisogno di esperienza, lavoro, tempo, di aver vissuto situazioni stressanti, complicate: tutto questo è un insegnamento che non si può comprare al supermercato.

La cosa più importante in queste sfide è passare il turno, proveremo a giocare bene e a stare sempre vicino alla vittoria, andiamo a Torino con l’idea di poter segnare e vincere la partita”.

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