Compleanno speciale per Michael di 10 anni: dopo volo di 7 mila km incontra il suo idolo Courtois

9 febbraio 2018

Michael aveva chiesto per il suo compleanno di incontrare il suo idolo Courtois: diversi mesi ed un viaggio di 7 mila km dopo, con grande sorpresa più dei genitori che di Michael, il sogno i è reallizzato: “Sembrava quasi irreale”, dice la madre di Michael, Kathryn.

Michael Peter Hadad è un giovanissimo portiere, milita nella QPR Academy di Trinidad e Tobago (America caraibica) e per il suo decimo compleanno aveva chiesto di incontrare il suo idolo, l’estremo difensore del Chelsea Thibaut Courtois.

Diversi mesi dopo i genitori hanno provato ad accontentarlo portandolo a vedere il Chelsea: con sé anche l’originale cartellone “4417 miglia per vedere Courtois” ed il portiere belga, quando lo hanno informato di ciò, ha deciso di incontrare il ragazzino, realizzando il suo sogno.

La vicenda risale all’ottobre scorso, in questi giorni l’ha raccontata Kathryn, madre di Michael: “Per il suo decimo compleanno mio figlio mi ha detto che aveva un solo desiderio: vedere il Chelsea ed incontrare Courtois in persona. Noi avevamo sorriso alla sua richiesta, non volevamo però dirgli che i suoi sogni erano troppo grandi e forse un po’ irrealistici”.

MIchael ha una divisa di Courtois, che, spiega la madre, “indossa così spesso che a volte mi chiedono se non abbia altri vestiti”. Una passione che è nata per l’apprezzamento delle doti anche umane, perché “aveva notato come Thibaut dia sempre le maglie ai tifosi e si mostri spesso disponibile verso di loro”.

IL VIAGGIO E L’IDEA. Diversi mesi dopo, quando gli impegni familiari lo hanno consentito, “abbiamo organizzato il viaggio e mi è venuta l’idea del cartellone per aumentare le nostre possibilità di essere notati: ha funzionato”.

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Durante il riscaldamento (precedente la partita con il Crystal Palace) Courtois infatti si è fatto strada fra i tifosi ed ha salutato Michael e la sua famiglia, poi le foto insieme: “Ero rimasta senza parole”, continua Kathryn: “Mai e poi mai mi sarei aspettata che accadesse davvero: è stato molto carino, mi ha commosso che si sia fatto strada in mezzo alla folla per la foto con Michael. Ci ha detto poi che sarebbe tornato per regalarci la maglia”, come effettivamente accaduto dopo il match.

La sera dopo la partita, quando siamo tornati in hotel, ha abbracciato stretto stretto la maglia, l’ha baciata e appesa al televisore. Quando ci pensa, ancora non riesca a credere che sia accaduto davvero!”.

Così ha commentato Courtois quando gli hanno chiesto del suo bel gesto: “Penso che sia giusto mostrare l’apprezzamento verso i tifosi. E preferisco dare la mia maglia a bambini, che ancora coltivano sogni e per i quali posso essere d’ispirazione, piuttosto che ad adulti che le chiedono per altre persone [cioè per venderle su ebay, n.d.r.].

Alla vigilia di capodanno ho fatto visita in ospedale, in Belgi, ad un bambino di 8 anni che sta combattendo la leucemia. Vedendo quanta gioia e coraggio gli abbia dato quella maglietta, penso: è per questo che lo facciamo”.

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