Beppe Ziggiotto, il magazziniere mago delle Dolomiti: “Cerco emozioni, non gloria”

Beppe Ziggiotto, il magazziniere mago delle Dolomiti: “Cerco emozioni, non gloria”
16 gennaio 2018

Giuseppe “Beppe” Ziggiotto, 55 anni, è un magazziniere veneto ma è noto anche come “mago delle Dolomiti”: ne ha infatti scalato le 86 cime superiori ai 3000 metri. nell’intervista al “Corriere” racconta la sua passion: “Non cerco la gloria, ma emozioni. Ed il contatto con la natura e la montagna”.

Beppe Ziggiotto, di Lonigo (25 km da Vicenza), è il primo uomo ad aver scalato tutte le 86 cime delle Dolomiti che superano i 3.000 metri di altitudine: “Ma non voglio essere messo su un piedistallo, quello che ho fatto io lo può fare chiunque”.

Beppe non è guida alpina, né ha qualche altra qualifica attinente all’ alpinismo: è semplicemente un grande appassionato di montagna e socio della sezione del Cai di San Bonifacio

IN MENO DI 20 ANNI. Il suo turno di lavoro inizia alle 6 e termina alle 14: poi va ad allenarsi sulle vicine Piccole Dolomiti vicentine, su Carega e Pasubio. Quando invece è di turno nel pomeriggio, il magazziniere-alpinista arrampica al mattino, sulla Cima Marada, vicino a casa.

“D’ inverno invece mi alleno risalendo i vaj, canaloni di neve ghiacciata nelle Piccole Dolomiti vicentine, molto spesso un paradiso, qualche volta un inferno”.

Ha cominciato le scalate nel 1999 con la salita alla Cima Ombretta Est (3.011 m) nel gruppo della Marmolada e completato l’estate scorsa con la Cima de Falkner (3.053m) nel gruppo del Sorapiss.

“Ho iniziato 35 anni fa con cose facili, poi sempre più impegnative. Ero amante dei grandi spazi, delle grandi altezze, quindi il Cervino, il Monte Bianco, la Nord-Est dell’Eiger.

Nel 2012 la lettura del libro “i 3000 delle Dolomiti”: a quel punto, quando di vette ne aveva già scalate, nasce l’idea di completare il “percorso”: “Ho aperto gli occhi, ho visto che in quelle montagne, oltre alle vette più famose, come la Marmolada, La Tofana, Il Cristallo, Le Tre Cime di Lavaredo: c’era qualcosa di diverso, cime poco frequentate, selvagge, bellissime e quasi sconosciute.

All’inizio non pensavo affatto al record, ma mi ero accorto, confrontando i miei diari, che molte cime le avevo già scalate; così ho deciso di andare avanti, per scoprirle tutte”.

Fino all’ ultima salita: “La Cima de Falkner, sul Sorapiss: dal 1952 non era stata più ripetuta. Più le cime sono poco frequentate più insidie nascondono. Se sono riuscito nella mia impresa però è merito anche di tutte le persone che mi hanno accompagnato. Mi sono preso la briga di contarle: sono 31.

Le ultime quattro vette le ho scalate con gli amici Gino Dal Cero, forte alpinista veronese, e con Mino Feriotti, uno spirito selvaggio”.

Come si tiene in forma? “Faccio una vita normale. Mangio di tutto, moderatamente (soprattutto verdure) e qualche volta esco dalle regole. Mia moglie Mimma, milanese, è una brava cuoca. I miei due figli adolescenti, Andrea 17 anni e Silvia 15, di montagna però non ne vogliono quasi sapere…”.

Portata a termine questa impresa, si è posto nuove sfide? “Qualcosa c’ è nel cassetto ma non ne voglio parlare. A una certa età non guardo a record e velocità: cerco il contatto con la natura e con la montagna, che non smette mai di darti degli stimoli. Non cerco la gloria, né imprese, cerco emozioni”.

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