L’Inter batte 1-0 il Lione su un campo al limite (di proprietà di Suning), ripresa in crescendo

L’Inter batte 1-0 il Lione su un campo al limite (di proprietà di Suning), ripresa in crescendo
24 luglio 2017

Il primo match dell’Inter nel torneo estivo dell’International Champions Cup termina 1-0 contro il Lione: la rete di Jovetic al 75′, ma si gioca su un campo al limite dell’impraticabilità al Nanjing Olympic Sports Centre, che peraltro appartiene a Suning.

Si tratta del secondo impegno in terra cinese per i nerazzurri dopo il pareggio 1-1 con lo Schalke 04 con gran marcatura di Murillo.

L’avversario di oggi doveva essere il Milan, che come previsto lascia anzitempo la competizione per via dell’impegno in Europa League.

L’azione del goal: la pressione di Gabriel Barbosa fa infine perdere palla all’avversario, Jovetic triangola con Joao Mario che dal fondo la mette in mezzo per il comodo appoggio in rete del montenegrino.

Campo ampiamente rivedibile, con diverse zoone prive di erba Non proprio il massimo, sia considerando che l’impianto appartiene al Jiangsu Suning (e dunque alla stessa Suning), sia perché si gioca nel periodo dell’anno più delicato per il rischio infortuni.

Formazioni:

INTER (4-2-3-1): 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 24 Murillo, 25 Miranda, 55 Nagatomo; 5 Gagliardini, 20 Borja Valero; 87 Candreva, 10 Joao Mario, 23 Eder; 99 Pinamonti.

A disposizione: 27 Padelli, 46 Berni, 89 Pissardo, 7 Kondogbia, 8 Jovetic, 11 Biabiany, 13 Ranocchia, 31 Valietti, 37 Skriniar, 44 Perisic, 59 Emmers, 61 Vanheusden, 63 Rivas, 77 Brozovic, 96 Barbosa.

LIONE (4-2-3-1):  Lopes (46′ Gorgelin), 4 Rafael (46′ 23 Tete) Marcelo (60′ Nkoulou), Depay (66′ Mammana), Traore (46′ Maolida), Diaz (46′ Gouiri), Darder (60′ Grenier), Morel, 18 Fekir (46′ Aouar), Marcal (32′ Mendy, 46′ Diakhaby) Tousart (57′ Ferri). Allenatore: Bruno Genesio.

Nella ripresa: al 46′ Padelli per Handanovic, Jovetic per Pinamonti, Perisic per Eder, Gabriel Barbosa per Candreva, Skriniar per Murillo, Valietti per Nagatomo, Kondogbia per Gagliardini; al 67′: Brozovic per Borja Valero, Ranocchia per Miranda; all’88’: Biabiany per Joao Mario.

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In campo per tutta la durata del match dunque il solo D’ambrosio.

Le azioni principali.

La prima occasione è per i francesi: azione in solitaria di Depay, la palla finisce a Traore il cui tiro dai 30 metri è alto.

Poco dopo su corner di Joao Mario il colpo di testa di Miranda è fuori misura.

Eder con doppio dribbling s’incunea in area (33′), tiro strozzato sul nascere. 1 minuto dopo contropiede di Mariano che lascia sul posto Murillo e Miranda ma interviene Handanovic in uscita, seppur in leggero ritardo (segue scontro senza conseguenze).

Maggiore intensità e più iniziativa nella ripresa, anche grazie all’ingresso in campo di Perisic e Jovetic.

La prima azione è in avvio di Ferland Mendy, terzino sinistro (solo omonimo del Mendy passato dal Monaco al City).

Due grosse occasioni per Jovetic e Barbosa, entrambe sprecate: il montenegrino (51′) si libera di mezza difesa à la Neymar prima di tirare addosso a Gorgelin, poi suggerisce per il brasiliano (56′) che pure lui produce un rasoterra non angolato (c’era peraltro Perisic libero sulla sinistra).

Barbosa si rifà con l’assist a liberare Joao Mario davanti al portiere (61′), questa volta è il portoghese a buttare via un goal quasi fatto.

Al 64′ il tiro potente ma poco angolato di Depay, una decina di minuti dopo il goal di Jovetic.

L’ultima occasione di testa per Ranocchia, la sua incornata su angolo non trova la porta (80′).

Commento.

Finale in netto crescendo per certi versi sorprendente (ovviamente in positivo) considerando che il campionato francese inizia circa due settimane prima della serie A.

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Già relativamente buona la condizione di Joao Mario malgrado rientri da un infortunio, si disimpegna bene il 18enne Valietti sulla fascia.

Barbosa come spesso gli accade gioca dando l’impressione di voler spaccare il mondo. Al di là di questioni d’inquadramento tattico, conferma buone doti di assist-man, pregevole il tocco che mette Joao Mario davanti al portiere avversario.

In leggera crescita Kondogbia, Jovetic decisamente in palla (anche grazie al fisico longilineo che gli permette di entrare in condizione prima).

E se il montenegrino fosse recuperato da Spalletti? Le qualità non gli sono mai mancate, l’attaccante ex Siviglia dovrebbe crescere in costanza e forse anche nella capacità di giocare sull’esterno, anche per non vivere una stagione in panchina da “vice-Icardi”.



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