La partita sul futuro del Milan si gioca in Oriente

La partita sul futuro del Milan si gioca in Oriente
15 aprile 2015

Ad animare la vigilia del derby di Milano sono le indiscrezioni sul futuro della società rossonera, con le voci sui pretendenti del club di Berlusconi. Una partita che si gioca tutta in Oriente. Lo racconta La Repubblica.

“La gara in corso per comprare il Milan sta diventando ancora più intricata. Le conseguenze possono essere due: o una decisa accelerazione verso l’attuale favorito, il finanziere thailandese Bee Taechaubol, oppure un allungamento dei tempi, per via dell’ingresso sulla scena di nuovi pretendenti: in questo caso il passaggio di proprietà e la virtuale fine dell’era Berlusconi slitterebbero a ridosso dell’estate”.

“Anche nel cosiddetto derby d’Asia – tra la cordata del Mister B. di Bangkok e quella attribuita all’uomo d’affari di Hong Kong Richard Lee che, secondo la Camera di Commercio italo-cinese, includerebbe due tra i più ricchi uomini della Cina (il re delle bevande Zong Quinghou e il suo omologo dell’e-commerce Jack Ma, leader del colosso Alibaba) – è infatti spuntato il classico terzo incomodo: un terzo consorzio, anche in questo caso targato made in China. Anche quest’ultimo sarebbe assai gradito al governo di Pechino, il cui capo Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare e segretario del Partito Comunista, è grande appassionato di calcio e starebbe appunto spingendo perché siano uno o più imprenditori a lui vicini a varcare la fatidica frontiera della serie A”.

“Si parla tra gli altri del magnate di internet Robin Li, fondatore del motore di ricerca Baidu, del presidente di Hanergy Li Hejun, gigante del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, e di finanzieri legati a ChemChina, il gruppo chimico che ha appena rilevato la maggioranza di Pirelli, storico sponsor dell’Inter”.

“Taechaubol, però, è sempre considerato il favorito. Sponsorizzato ad Arcore anche da una fedelissima di Forza Italia come Licia Ronzulli, può ancora battere tutti, grazie al contratto firmato con Fininvest, che prevede l’acquisto iniziale del 20% e il successivo passaggio al 65% con un aumento di capitale. Rimane invece sullo sfondo l’azienda cinese più direttamente coinvolta nel calcio europeo: Wanda, il fondo di Wang Jianlin che controlla Infront (cioè i diritti tv della serie A e quelli commerciali di molte big d’Europa)”.

“Il problema centrale -scrive La Repubblica – è sempre finanziario. A fine mese verrà presentato all’assemblea degli azionisti il deficit da record (sopra i 90 milioni), il che sminuisce la valutazione data dal proprietario: appare difficile che un compratore accetti il miliardo e 200 milioni richiesto, a maggior ragione con Berlusconi ancora in sella per qualche anno, come presidente magari onorario, ma con parecchia voce in capitolo”.


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