Casarin: “La tecnologia non soltanto per i gol fantasma”

Casarin: “La tecnologia non soltanto per i gol fantasma”
13 aprile 2015

Il gol fantasma di Napoli- Fiorentina tiene banco, quando è già stato deciso che dal prossimo anno l’Occhio di falco sarà utilizzato anche nella Serie A.

Non è stato l’unico episodio controverso. A ricordarlo è l’ex arbitro Paolo Casarin che, sul Corriere della Sera, prende spunto da quanto accaduto in Torino-Roma per scrivere che “bisognerebbe già studiare l’occhio di falco 2.0″ per stabilire quando, nei cross da fondo campo e nei corner, il pallone supera la linea prima di finire in rete o in curva”. A Torino un cross di Peres, ad un metro da terra e a cavallo della linea di fondo, non poteva essere valutato dal  guardalinee in ritardo di circa 5 metri dalla bandierina per la velocità di Peres né dall’addizionale Baracani, al quale mancava ogni riferimento terreno. Il gol è stato accordato nell’incertezza totale: solo la tecnologia, più tardi, ha dimostrato che il pallone non era del tutto uscito.

Ma Casarin parla anche di Napoli Fiorentina, non soltanto per tornare, però, sul gol non gol. “Non è che Di Bello fosse distratto; semplicemente si deve concludere e accettare che la reattività visiva degli arbitri di fondo riesce a cogliere e giudicare solo i superamenti più grossolani. Dagli addizionali, semmai, sarebbe lecito aspettarsi una migliore collaborazione nei falli da rigore che l’arbitro centrale può non vedere. Ricordiamo alla coppia Irrati-Mazzoleni (Torino-Roma) che il fallo di rigore commesso da Moretti non è quello su De Rossi ma quello su Doumbia. Rigori concessi dai due arbitri anche in altre gare, ma i rigori veri per trattenute solari non sono stati visti da più coppie”.


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