L’ennesimo gol fantasma in attesa dell’Hawk-eye

L’ennesimo gol fantasma in attesa dell’Hawk-eye
12 aprile 2015

La cannonata di Higuain da fuori area non lascia scampo a Neto, il portiere della Fiorentina si limita a seguire con lo sguardo il pallone che batte contro la traversa e rimbalza a terra. Al di là della linea di porta. Tutta intera. La sequenza è veloce, ma il giudice di porta Di Bello è lì, a pochi passi, dove dovrebbe essere. Non si accorge, però, che quel pallone è un gol regolarissimo. L’arbitro Damato, tradito dal suo collaboratore, però, non lo convalida. Le proteste dei napoletani non servono a nulla. Fortunatamente, non è determinante per il risultato.

È soltanto l’ennesimo gol fantasma di questa stagione. Dall’anno prossimo, l’occhio di falco, l‘Hawk-eye, dovrebbe eliminare inconvenienti e polemiche conseguenti.

Verguenza“, vergogna, commenta Benitez, quando gli mostrano l’immagine “a che servono sei arbitri?”. Già, a che servono? La resistenza all’avvento della tecnologia è stata dura e tenace, fiduciosa nella capacità dell’occhio umano di evitare errori del genere, in grado di decidere partite e persino stagioni. Ricordate Milan Juve e il gol non convalidato ai rossoneri, in lotta coi torinesi per lo scudetto? Sembrano secoli fa, ma il problema è attualissimo.

Ci sono dei limiti, però, anche alla reattività dell’occhio umano, della sua capacità di interpretazione, centimetro più centimetro meno, tutta dentro o parte sulla linea, che rendono fallace il ragionamento dei misoneisti.

La scelta di far debuttare anche da noi la tecnologia per sciogliere i dubbi, gol si, gol no, è saggia e anche tardiva. In Premier League e Bundesliga è già utilizzata; ai prossimi mondiali canadesi le telecamere dell’occhio di falco saranno utilizzate anche nel calcio femminile.

È un sistema semplice: 7 camere per porta e un segnale che nel raggio di frazioni di secondo arriva all’arbitro, dando un responso certo e spegnendo ogni protesta.


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