Il guantone d’oro di “Money” Floyd Mayweather

Il guantone d’oro di “Money” Floyd Mayweather
26 marzo 2015

Floyd Mayweather jr è nato a Grand Rapids, nel Michigan, il 24 febbraio 1977. Figlio d’arte: suo padre, Floyd Senior era un peso medioleggero, lo zio Jeff è stato il primo campione Ibo dei super-piuma super e l’altro zio Roger ha vinto la corona Wbc  nei leggeri e nei super-leggeri ed oggi è il coach di Floyd jr.

Una famiglia dedita alla boxe ma anche con qualche problema: sparatorie, abuso di cocaina e la prigione per i genitori, l’infanzia di Floyd è stata molto complicata ma ciò non gli ha impedito di vincere tre Golden Gloves, il torneo riservato ai migliori dilettanti americani, e di conquistare la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Nello stesso anno è passato tra i professionisti ed è stato campione mondiale in cinque categorie differenti. Nel 2007 si è ritirato imbattuto con un record di 39 vittorie consecutive ma è tornato sul ring due anni dopo. Il primo titolo vinto è stato nei leggeri per la Wbc, dal 2001 al 2006 è salito quattro volte di categorie aggiudicandosi la corona dei leggeri, dei superleggeri, del welter e dei superwelter battendo nel 2007 Oscar De La Hoya. Nel suo curriculum anche una sfida di wrestling  (anche questa vittoriosa) risolta contro Big Show grazie ad un tirapugni.

Nel 2010 Floyd è stato il terzo atleta americano più pagato, con 60 milioni milioni all’anno. Ma è stato un crescendo rossiniano visto che nel 2012 i milioni sono diventati 85 e nel 2014 Forbes lo ha inserito nella classifica dello sportivo più ricco dell’anno con la stratosferica cifra di 105 milioni di dollari. Non è un caso se il suo soprannome Pretty Boy ora si è trasformato in un più prosaico Money, tanto che sei mesi fa il pugile si è fatto fotografare a letto con tanti mazzi di banconote verdi in bella vista.

L’ultima boutade su Muhammad Alì. Mayweather proprio non ne perde una: “Lo rispetto per ciò che ha fatto sul ring e fuori. Lui si dichiarava il migliore e io mi definisco The Best Ever, cioè il migliore di sempre. Sono imbattuto, e Ali ha perso qualche combattimento che non avrebbe dovuto perdere, come quello contro Leon Spinks”.


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