Yonghong Li, tempo scaduto: Elliott in Lussemburgo per prendere possesso del Milan

Yonghong Li, tempo scaduto: Elliott in Lussemburgo per prendere possesso del Milan
9 luglio 2018

Il tempo per il presidente del Milan Yonghong Li è scaduto: non ha infatti restituito ad Elliott i 32 milioni anticipati da quest’ultimo per l’aumento di capitale della società rossonera.

Il fondo d’investimento anglo-americano, attraverso i suoi rappresentanti, presenterà il caso alle autorità competenti del Lussemburgo, dove ha sede la Rossoneri Lux di Li, tecnicamente proprietaria del club, per prenderne possesso.

A quel punto Elliott dovrebbe rivendere il club entro breve tempo, anche perché la FIFA (pur non avendolo mai esplicitato nero su bianco) è contraria alla proprietà dei club da parte di fondi d’investimento.

LA RICOSTRUZIONE. Nel corso della scorsa stagione è stato stabilito in seno al Consiglio di Amministrazione del Milan un aumento di capitale di circa 60 milioni per coprire le spese d’esercizio extra rispetto alle previsioni.

Yonghong Li, presidente e già virtualmente ex proprietario del club, avrebbe dovuto pagare l’ultima ‘rata’, dell’importo di 32 milioni, entro il 21 giugno scorso.

Non avendo adempiuto a quest’onere, è subentrato il fondo Elliott come garante, versando la cifra, come previsto in uno degli accordi; a quel punto, Li avrebbe avuto tempo fino a venerdì scorso per restituire la cifra.

All’apertura delle banche oggi, non c’è traccia alcuna del versamento: come previsto ancora dalla covenant (serie di accordi a protezione dell’investimento del finanziatore), Elliott procederà all’escussione, procedura di espropriazione forzata, che verrà espletata appunto nel Paese della sede legale della Rossoneri Lux.

I tempi previsti per la sentenza sono di circa una settimana al massimo, ma, come riporta calcioefinanza.it, Elliott punta a rilevare il club entro 2-3 giorni.

CHE FINE FARÀ IL MILAN. Elliott è un fondo speculativo e, come detto, la FIFA metterebbe una serie di paletti alla sua proprietà del club, così come la UEFA (la stessa squalifica dalle coppe è in parte conseguenza del possibile verificarsi di tale prospettiva).

Elliott dunque venderà, ad una cifra senz’altro superiore a 410-415 milioni circa (cioè il prestito che avrebbe dovuto rifondere Li entro ottobre, interessi compresi, più i 32 milioni) per realizzare un profitto.

Tra i pretendenti l’italo-americano Rocco Commisso, che aveva già trattato con Yonghong Li (e con il quale si è stati ad un passo dalla chiusura); Thomas Ricketts, proprietario del club di baseball dei Chicago Cubs; Rybolovlev, proprietario del Monaco (ma la proprietà di due club professionistici è vietata); e Stephen Ross (patròn dei Miami Dolphins), con cui il fondo Elliott aveva un principio d’accordo.

BENEDIZIONE SOTTO MENTITE SPOGLIE. Tutti proprietari solidi. Ed in effetti, con ogni probabilità questa situazione si rivelerà una “benedizione sotto mentite spoglie” per il Milan.

Li non aveva venduto perché nessuno gli aveva garantito gli oltre 800 milioni circa per rientrare almeno della cifra spesa, o 430 milioni più l’onere di rifondere Elliott; quest’ultimo invece, come accennato, realizzerebbe un profitto già con 420 milioni, anche se prevedibilmente punta ad una cifra superiore.

In ogni caso, le cifre saranno ora ampiamente ‘inferiori’. Verosimilmente, ‘basteranno’ 500 milioni per diventare proprietari del 100% del Milan.

E questa volta il club finirebbe in mano a gente dal patrimonio conosciuto e solido.

LO SMACCO. Non senza aver pagato un prezzo però, perché la quasi certa bocciatura del ricorso al TAS (sentenza che dovrebbe arrivare intorno al 20 luglio) rappresenterà un danno d’immagine enorme.

In teoria, un campo di vertice entro 10 giorni potrebbe far cambiare le prospettive anche in termini di ricorso per l’Europa League, ma i tempi sono davvero strettissimi.

SINGER. Nell’immagine Paul Singer, fondatore e azionista del fondo Elliott Management Corporation; dal maggio scorso possiede anche la maggioranza dei voti nel Cda del gruppo TIM.

 


Condividi:


Commenti