Robinho, ex Milan, violenza sessuale choc. I giudici: “Dispregio e umiliazioni per la vittima”

Robinho, ex Milan, violenza sessuale choc. I giudici: “Dispregio e umiliazioni per la vittima”
24 febbraio 2018

Robinho lo scorso 23 novembre è stato condannato insieme con un suo amico con il rito abbreviato a 9 anni di carcere per violenza sessuale nei confronti di una giovane ragazza di origini albanesi, all’epoca 23enne. Nelle motivazioni depositate dai giudici della nona sezione del Tribunale di Milano si legge che l’ex calciatore rossonero avrebbe mostrato “un assoluto dispregio per la condizione della vittima” della violenza sessuale di cui sarebbero stati autori. La vittima sarebbe stata “esposta a ripetute umiliazioni, oltre che ad atti di violenza sessuale”, descritta nelle loro conversazioni intercettate “con epiteti (…) e termini spesso crudi e sprezzanti, segni inequivocabili di spregiudicatezza e quasi di consapevolezza di una futura impunità”.

Ecco una parte del testo: “Si deve dare rilievo particolarmente negativo ai toni e alle espressioni utilizzate nel commentare gli eventi, nel descrivere la ragazza con epiteti umilianti e termini spesso crudi e sprezzanti, segni inequivocabili di spregiudicatezza e quindi di consapevolezza di una futura impunità; tale consapevolezza ha indotto gli imputati persino a ridere più volte dell’accaduto, evidenziando così un assoluto dispregio per la condizione della vittima, esposta a ripetute umiliazioni, oltre che ad atti di violenza sessuale mediante abusi particolarmente invasivi, e con un’assoluta sopraffazione fisica della vittima”.

Robinho attualmente gioca in Turchia, con il Sivasspor. All’epoca dei fatti era un giocatore del Milan. L’episodio è avvenuto all’interno del “Sio Cafè”, un locale milanese in cui la giovane stava festeggiando il suo compleanno.


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