Real Madrid-Juventus, 24 finali in 2 e Ronaldo-Buffon varrà anche per il Pallone d’Oro

Real Madrid-Juventus, 24 finali in 2 e Ronaldo-Buffon varrà anche per il Pallone d’Oro
10 maggio 2017

Che Real Madrid-Juventus rappresenti una sfida di primissimo lo si intuisce subito, ma i numeri corroborano ulteriormente ciò: con quella di Cardiff il 3 giugno, i Blancos avranno raggiunto la loro 15esima finale, saranno 9 per i bianconeri. Tra queste, lo scontro diretto del ’97/’98 vinto dal Real con il goal di Mijatovic.

Il Real Madrid ha però finora dimostrato una padronanza nettamente maggiore dell’ultimo atto prima del traguardo, avendo vinto in 11 occasioni su 14: le ultime due, contro l’Atletico, rimettendola in piedi in corso d’opera. Insomma, per i madrileni la Champions è quasi come un giardino di casa: in questo rappresenta la minaccia più grande una squadra che spesso ha giocato male nella sua storia puntando molto sulle imprese dei singoli campioni, come ancora ha fatto stasera e nella gara d’andata con l’Atletico, così come ai quarti, ancora con Ronaldo.

Quale il motivo di tanta familiarità? Probabilmente l’aver vinto le prima 5 edizioni della competizione che per questo i Blancos sentono propria.

Finora di segno opposto il rapporto fra Champions e Juventus: tre stelle in Italia, i bianconeri hanno vinto la Coppa dei Campioni/Champions in sole due occasioni, perdendo ben 6 finali.

Le tante sconfitte all’ultimo atto hanno in un certo senso rinforzato un imprinting negativo, serve un cambio di rotta che sembra essere giunto proprio quest’anno: un modulo più coraggioso, che sposta anche l’inerzia psicologica dei match, nonché l’ulteriore arricchimento tecnico: Dybala è giovanissimo ma ha grandi colpi e la tempra di un trent’enne, la storia di Dani Alves parla da sé.

Ma il terzino brasiliano, 34 primavere raggiunte pochi giorni fa, non ha più la resistenza dei giorni migliori e faticava a dare il meglio partendo da dietro: spostato in posizione più avanzata s’è reso protagonista.

E poi c’è la difesa della Juventus, che ha raggiunto un equilibrio destinato a non mantenersi a lungo: un reparto tutto dai 30 anni in su che quest’anno si sta dimostrando quasi impenetrabile ma non potrà resistere su questi ritmi per più di 1-2 stagioni ancora: dunque la forza di una consapevolezza, che per questo gruppo è probabilmente l’ultima occasione, presto servirà il cambio generazionale.

Simbolo di ciò Buffon, il capitano quasi 40enne che ha vinto praticamente tutto, ma non la Champions. In una stagione dispari come questa, dunque senza tornei nazionali in estate, fascia + Champions potrebbero significare Pallone d’Oro, tanto più ora che la giuria del torneo è tornata quella del passato (e dunque non è più “obbligatorio” premiare Messi o Ronaldo come è sembrato negli ultimi anni).

Anche per questo obiettivo, l’avversario sarà lì, a Cardiff, e risponde naturalmente al nome di Cristiano Ronaldo. Sfida nella sfida, in una serata che rischia di dare tutto o anche prendersi tantissimo. Ma è anche questo il bello delle finali.


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