Milan, mistero sugli acquirenti. Nella cordata si sa solo che c’è il Governo cinese

Berlusconi e gli investitori cinesi del Milan
Berlusconi e gli investitori cinesi
6 agosto 2016

Chi sono gli acquirenti del Milan? A differenza dell’Inter dove il soggetto è ben identificato nel gruppo Suning, nel caso del club rossonero il 99,93% delle quote saranno acquistate dalla “Sino-Europe Sports Investment Management Changxing”, cioè un’entità creata ad hoc per consentire l’operazione. All’interno della società partecipano molti investitori anche se Fininvest, nel suo comunicato, cita soltanto Haixia Capital, fondo di Stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti, e Yonghong Li, presidente della Sino-Europe.

Chi sono, quindi, gli azionisti del Milan del post Berlusconi? La Haixia Capital, che ha una quota del 15%, è stata creata dal Governo cinese nel 2010 ed ha a disposizione 4,5 miliardi di euro da utilizzaere a Fuzhou, nella provincia del Fujian, per gli investimenti in infrastrutture e costruzioni. All’estero il fondo ha acquisito in Francia di aziende di coltivazione e allevamento di polli ma l’anno scorso ha perso in borsa qualcosa come 400 milioni di euro.

Yonghong Li, il presidente della Sino-Europe, non è nella lista degli uomini più ricchi del mondo stilata da Forbes ma secondo indiscrezioni potrebbe prendere personalmente il 15% delle quote rossonere. Di lui si sa che è titolare della finanziaria Jie Ande e che nei Panama Papers, documenti segreti su società offshore svelati dai media, spicca un Yonghong Li (omonimo?) azionista della società di costruzioni Alkimiaconst con sede a Panama. Ma, oltre a questi due nomi conosciuti, del gruppo farebbero parte anche altri personaggi e aziende legate al governo cinese con interessi nel campo finanziario e in settori industriali. Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff, che rappresentavano il fondo Gsr Capital gestito da Sonny Wu e Steven Zheng, sono clamorosamente usciti di scena, così come il gruppo Fosun che si avvaleva della partnership del potente Jorge Mendes, procuratore portoghese di Cristiano Ronaldo e Mourinho.

Di certo il Milan è un marchio che faceva gola ai cinesi che puntano, nemmeno tanto velatamente ai mondiali di calcio, e che dunque cercavano un traino per il movimento del paese asiatico. Il presidente Xi Jinping, che oltre tutto aveva già incontrato Berlusconi e che ha rapporti cordiali con l’ex premier italiano, aveva già parlato di questa eventualità qualche anno fa con l’ormai ex presidente del Milan. Che sia nata all’epoca la decisione di costruire attorno al brand del Milan gli investimenti del governo di Pechino?
del governo di Pechino.


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