La Repubblica: Alla Juve patto tra ultrà e dirigenti per il bagarinaggio

La Repubblica: Alla Juve patto tra ultrà e dirigenti per il bagarinaggio
12 luglio 2016

La Juve avrebbe stretto una sorta di collaborazione con alcuni capi ultrà: da una parte la società avrebbe fornito biglietti poi rivenduti dai bagarini organizzati dai tifosi; dall’altra i gruppi organizzati avrebbero garantito “protezione” e “controllo” su quelle frange di supporter particolarmente focose. Un vero e proprio patto secondo i magistrati della Procura di Torino che indagano sui rapporti tra criminalità organizzata e ultras. A far detonare l’indagine è stato il suicido di uno dei capi della tifoseria bianconera, Raffaello “Ciccio” Bucci, suicidatosi qualche giorno fa dopo essere stato sentito dagli investigatori.

In un lungo articolo, il quotidiano “La Repubblica” svela i contorni dell’operazione antimafia della Dda: “Uno scenario preoccupante è quello che emerge dalle carte dell’indagine”, scrive il quotidiano. “Alti esponenti di una importantissima società calcistica (la Juventus, ndr) consentono, di fatto, un bagarinaggio abituale e diffuso come forma di compromesso con alcuni esponenti del tifo ultras: scriveva il gip Stefano Vitelli nell’ordinanza di custodia cautelare che la scorsa settimana ha portato all’arresto di 18 persone indagate in prevalenza per associazione mafiosa. Nessuno di questi è un dipendente bianconero. Il gruppo della curva Scirea finito al centro dell’inchiesta dei pm Paolo Toso e Monica Abbatecola è quello dei “Gobbi”, nato nel 2013 quando Rocco e Saverio Dominello, referenti piemontesi del clan Pesce Bellocco di Rosarno, decidono di entrare nel business del bagarinaggio”.

Emergono anche stralci di intercettazioni interessanti, come riportato da “La Repubblica”: “Io voglio che voi state tranquilli e noi siamo tranquilli” dice Alessandro d’Angelo, il security manager della Juventus a Dominello il 21 febbraio 2014. Riassumendo in poche parole il “compromesso” accettato di buon grado dalla società per tenere a bada gli ultras. Ma nel caso dei “Gobbi” i proventi della rivendita dei biglietti, a prezzi anche triplicati, non finiscono nelle tasche dei tifosi. Secondo l’ipotesi d’accusa vanno direttamente nelle casse della ’ndrangheta”. Addirittura, sempre nelle carte dell’inchiesta, “il capo designato per i nuovi ultras, Fabio Farina, è intercettato proprio in quei giorni, e gli inquirenti registrano il suo palese disinteresse per la squadra quando parla al telefono con l’amico Giuseppe Selvidio, anche lui indagato. “Noi siamo dentro lo stadio dal 21, contro il Milan” annuncia Farina, mentre sono in corso le trattative per saldare i rapporti tra malavita e tifo. “Ma che fai vieni in curva tu il 21?” gli chiede Selvidio. “Eh se devo venire – risponde Farina – se prendiamo soldi sì, che cazzo me ne frega a me”.

Queste, secondo il gip, sono “conversazioni che dimostrano come il principale interesse non sia sportivo ma economico, e cioè quello di ottenere una quota dei biglietti delle partite più importanti e rivenderli a prezzi maggiorati”. La Procura adesso dovrà stabilire se i dirigenti della Juve sapessero chi erano queste persone, anche perché ci sarebbero due episodi che coinvolgerebbe anche il d.g. bianconero Beppe Marotta. “Nell’ordinanza – prosegue il quotidiano – si raccontano episodi che coinvolgono la società anche ad altissimi livelli. Come Giuseppe Marotta, l’amministratore delegato della Juve, che incontrò Rocco Dominello per organizzare il provino del figlio di un altro boss. O fece avere una busta di biglietti a Fabio Germani, il tifoso finito in carcere per aver introdotto i Dominello nel mondo Juve”.

Raffaello “Ciccio” Bucci, il tifoso morto il 7 luglio, era stato ascoltato come persona informata sui fatti, un possibile testimone della “collaborazione” tra società, ultrà ed eventuali esponenti della criminalità. “Sulla sua misteriosa morte – conclude “La Repubblica” – indagano le procure di Cuneo e Torino. Ma ieri l’autopsia non ha dato elementi nuovi utili per ricostruire le sue ultime ore. L’ex moglie ha raccontato agli investigatori che Bucci era finito nel mirino dei suoi ex compagni di stadio, i Drughi, dopo che la Juve lo aveva scelto come referente. Anche per raccontare la sua versione di questa vicenda sarà sentito il leader storico della curva bianconera, Dino Mocciola, che compare nelle carte dell’indagine come arbitro delle controversie tra gruppi”.


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