Sarri, la lite con Kepa? “Malinteso”. Ma il Chelsea è pronto a esonerare l’allenatore

Sarri, la lite con Kepa? “Malinteso”. Ma il Chelsea è pronto a esonerare l’allenatore
25 febbraio 2019

A pochi secondi dalla fine dei tempi supplementari, nel corso della sfida persa ai rigori contro il Manchester City nella finale di Coppa di Lega, il tecnico del Chelsea Maurizio Sarri, vuole sostituire il portiere inserendo Caballero al posto di Kepa Arrizabalaga. Ma quest’ultimo rifiuta il cambio.

Imbarazzo e rabbia per l’allenatore dei Blues che, purtroppo, dimostra di non tenere più bene a freno lo spogliatoio Tanto che i vertici del Chelsea sono ad un passo dal clamoroso esonero. In campo, infatti, il portiere ha detto no alla sostituzione di Sarri, forse decisa per i crampi o del giocatore o per scelta tecnica visto che da lì a poco si sarebbe tirati i penalty.

Secondo l’ex del Napoli si tratta “di un grande malinteso”, cercando di spegnere le polemiche. “Non ho capito il problema fino a quando il dottore non è tornato in panchina – ha detto Sarri -. Ero convinto che Kepa avesse dei problemi fisici, dei crampi, e non fosse in grado di continuare per i rigori. Invece poteva parare ancora”. Poi Sarri spiega il momento in cui ha dato l’impressione di volere andarsene dal campo: “Avevo bisogno di tornare alla calma. Kepa ha capito che volevo sostituirlo per un problema fisico e ha detto che non ne aveva, e aveva ragione. Ho parlato con Kepa ma solo per chiarire. Ho capito la situazione”.

Ricostruzione peraltro confermata dal portiere: “Neppure per un momento ho pensato di voler disobbedire alla scelta dell’allenatore di cambiarmi. Credo sia stata solo un’incomprensione, perché io ho dovuto attendere una risposta da parte dei medici e allo stesso tempo l’allenatore (Sarri ndr) pensava che io fossi infortunato e non in grado di continuare. Ci sono stati almeno 2 o 3 minuti di confusione prima che i medici spiegassero a me e poi alla panchina che io ero ok”. Il chiarimento con Sarri c’è stato: “Sì, io stavo solo cercando di dirgli che stavo bene e lui pensava il contrario”. Ai dirigenti del Chelsea basteranno queste spiegazioni?


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