Il comico accusa: “Il Mondiale? L’ha vinto l’Africa”. La risposta: “Sono francesi solo i bianchi?”

Il comico accusa: “Il Mondiale? L’ha vinto l’Africa”. La risposta: “Sono francesi solo i bianchi?”
19 luglio 2018

Polemica ‘transcontinentale’ sulla vittoria del Mondiale della Francia, che s’è imposta 4-2 in finale sulla Croazia: nel corso della trasmissione tv americana The Daily Show il comico sudafricano Trevor Noah, alludendo all’origine di molti dei 23 giocatori dei ‘Galletti’, ha infatti spiegato che la rassegna russa è stata vinta ‘dall’Africa’.

Le sue parole: “Congratulazioni, urrà! Ha vinto l’Africa! Devono dire che ha vinto la Francia, ma guardate quest’immagine: non ti viene quel tipo di abbronzatura nel sud della Francia, amico mio…

La Francia è in sostanza il nostro team di riserva: una volta che Senegal e Ghana sono stati eliminati, [noi africani] tifiamo per loro”.

RISPOSTA E CONTRORISPOSTA. Non si è fatta attendere la risposta, giunta attraverso le parole di Gerard Araud, ambasciatore francese negli Stati Uniti, che su Twitter scrive:

Non potrebbe esserci nulla di meno vero. Come molti degli stessi giocatori hanno spiegato, sono stati educati in Francia e lì hanno imparato a giocare a calcio; sono cittadini francesi ed orgogliosi del loro Paese, la Francia. Il ricco e vario background di questi giocatori è un riflesso della diversità della Francia.

Chiamandoli africani, sembra che tu stia negando il loro essere francesi. Questo, anche detto sotto forma di battuta, legittima l’ideologia di chi sostiene che essere bianco è la sola definizione dell’essere francesi.

La contro-risposta del comico: “Chiamandoli una ‘squadra africana’, non volevo togliere nulla al loro essere francesi: volevo aggiungere il loro essere africani”.

POLEMICA SUI SOCIAL. Ma è solo l’ultima parte di una polemica che va avanti praticamente dal triplice fischio della finale e che si sta giocando perlopiù sui social network (e già prima di allora Maradona aveva parlato di ‘mafia europea’, includendo Belgio e Inghilterra).

Lo stesso Noah infatti aveva ha condiviso sul suo profilo Instagram un disegno del vignettista Rifaï, presto divenuto virale, in cui una Francia stilizzata allunga le mani su una Coppa del Mondo portata da immigrati africani che giungono su un gommone.

Tendenzialmente, la reazione è stata piuttosto critica, seppur con una minoranza sostanzialmente favorevole a questo punto di vista.

ANALISI. Dei 23 campioni del mondo, 14 sono di origine africana, tutti nati e cresciuti in Francia ad eccezione di Samuel Umtiti e Steve Mandanda, che però vi si sono trasferiti all’età di 2 anni (rispettivamente dal Camerun e dalla Repubblica Democratica del Congo).

Thomas Lemar è invece nato a Guadalupa, colonia francese in America Centrale: si è trasferito in Francia all’età di 15 anni per proseguire con la carriera di giocatore a livelli professionistici.

Sono francesi di seconda generazione (ma non originari di Paesi africani) Areola, Lloris, Hernández, Varane e Griezmann.

CAMMINO INVERSO. Va infine ricordato che esistono anche casi inversi (seppur meno frequenti e spesso riguardanti giocatori di secondo piano), di cui è cresciuto e spesso anche nato nel Paese transalpino ma ha poi scelto la nazionale di un genitore: ad esempio Benoît Assou-Ekotto, che ha preso parte a Brasile 2014 con il Camerun.

 


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