Messi si sblocca ma è salvo solo all’86’: “Dio è con noi”. Maradona show esagera e si sente male

27 giugno 2018

L’Argentina guadagna l’accesso agli ottavi di finale, in cui sfiderà la Francia; ma quanta fatica per Messi (che finalmente si sblocca) & co: dopo il pareggio su rigore di Moses serve il gran goal del 2-1 di Rojo all’86’ per scacciare l’incubo dell’eliminazione.

Nell’altro incontro del girone la Croazia ha la meglio sull’Islanda, 2-1 malgrado il massiccio turn-over (9 giocatori su 11): sfiderà la Danimarca.

MARADONA. Partita nella partita quella sugli spalti di Diego Armando Maradona: inizia srotolando un mega-striscione… di sé stesso, prosegue con grida, espressioni curiose del viso che hanno catturato l’attenzione di molti (e fatto sospettare riguardo alla sua lucidità mentale); e poi il pisolino, i due medi mostrati al goal della vittoria, finendo con il malore: il ‘Pibe de Oro’ se ne va sostenuto a braccetto.

Su Instagram scriverà poi: “Sto bene, ho avuto un dolore ed un mancamento ma non sono stato ricoverato”.

SINTESI. Gran rete al quarto d’ora della ‘Pulce’ che controlla di sinistro portandosi la palla sul destro, il ‘piede debole’, e trova la conclusione su cui Uzoho non può arrivare.

Grandioso anche il goal della vittoria, la girata al volo su cross di Mercado dell’esterno del Manchester United: anche in questo caso, un mancino che segna di destro. E che rete.

In mezzo, il rigore di Moses che spiazza Armani (esordio assoluto in nazionale al posto del disastroso Caballero), un intervento sospetto in area di Rojo (sembra corretta la decisione di Cekir: c’è il tocco di mano, ma di carambola), Mascherano che rimane in campo malgrado un vistoso sanguinamento, un erroraccio di Higuain che spedisce alle stelle da ottima posizione ed il clamoroso errore di Ighalo a tu per tu con Armani.

La seconda rete nigeriana avrebbe posto definitivamente fine all’avventura mondiale dell’Argentina, cui serviva la vittoria.

NON GIOCO E NON TUTTI ALL’ALTEZZA. Invece poco dopo l’apoteosi con Rojo: ora sotto con la squadra di Deschamps, ma servirà uno straccio di organizzazione di gioco.

Ieri abbiamo visto solo colpi dei singoli, da una parte e dall’altra: ha vinto la squadra con la maggio tecnica, in cui comunque alcuni elementi (come Tagliafico e Meza) appaiono francamente non all’altezza

SAMPAOLI. Ha scampato l’esonero chiesto dai ‘senatori‘ ma è esautorato: del tutto ignorato dai giocatori, durante l’intervallo la regia internazionale si sofferma su Messi che (a favore di telecamera?) dà indicazioni ai compagni nel corso di una ‘summit’ tattico in cui dell’allenatore non c’è traccia.

All’80’, quando entra Aguero, il c.t. scambia uno sguardo con Messi e di fatto gli chiede il permesso libera di far entrare l’attaccante del Manchester City.

‘DIO È CON NOI’. Curiose dichiarazioni ‘mistiche’ di Messi nel post-partita:  “Sapevo che Dio era con noi, e che non ci avrebbe lasciato fuori. La vittoria è dedicata a tutta la nostra gente che era arrivata fin qui, per il loro sacrificio, e anche a tutta la gente che a casa ci e’ sempre stata vicina.

Avevamo fiducia di poter vincere questa partita, ed e’ stato meraviglioso vincerla cosi'”.

TABELLINO

ARGENTINA-NIGERIA 2-1. Marcatori: 14′ pt, Messi (A); 6′ st, Moses (N); 42′ st, Rojo (A)

ARGENTINA (4-3-3): Armani; Mercado, Otamendi, Rojo, Tagliafico (35′ st, Aguero); Enzo Pérez (16′ st, Pavon), Mascherano, Banega; Messi, Higuain, Di Maria (27′ st, Meza). C.t.: Sampaoli

NIGERIA (4-3-3): Uzoho; Omeruo (45’ st, Iwobi), Trost Ekong, Balogun, Idowu; Ndidi, Obi Mikel, Etebo; Moses, Musa (47’ st, Nwanko), Iheanacho (1′ st, Ighalo). C.t.: Rohr

Arbitro: Cakir (Turchia)

Note: Ammonizioni: Balogun (N), Mascherano (A), Banega (A), Obi Mikel (N), Messi (A).


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