Under 15 della Juventus a “scuola di rispetto” dopo il coro anti Napoli. Marotta “Era un ragazzo di 14 anni”

Under 15 della Juventus a “scuola di rispetto” dopo il coro anti Napoli. Marotta “Era un ragazzo di 14 anni”
13 giugno 2018

I giocatori della formazione under 15 della Juventus andranno a “scuola di rispetto” per imparare come si trattano gli avversari. Lo hanno deciso di comune intesa la Figc e la Juventus dopo un esame di quanto successo negli spogliatoi dello stadio di San Mauro Pascoli (FC), dopo la semifinale scudetto di categoria tra i babies bianconeri e il Napoli.

Un giocatore della Juventus, di Salerno, aveva pubblicato un video in cui cantava una canzone anti Napoli: “Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli usa il sapone”. La società aveva subito annunciato provvedimenti e la Figc ha definito quel video “un fatto grave, anche perché compiuto a livello di settore giovanile”, i cui effetti sono stati amplificati dai rilevanti riflessi mediatici.

La Juventus aveva prospettato la possibilità di ritirare la compagine Under 15 dalla finale, cosa che però inevitabilmente comprometterebbe il regolare svolgimento del campionato. Al fine di tutelare i principi di lealtà e correttezza sportiva, la FIGC e la Juventus hanno quindi condiviso per i ragazzi della formazione Under 15 bianconera un percorso formativo, che inizierà immediatamente nei giorni successivi alla gara in questione, sulle tematiche del rispetto dell’avversario e del corretto uso degli strumenti digitali.

Nel contempo, la vicenda è stata segnalata dal Presidente del SGS Vito Tisci agli organi inquirenti federali per l’accertamento di eventuali violazioni delle normative vigenti.
Il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e la Juventus auspicano che tali intemperanze non si manifestino più e invitano i media al rispetto della tutela di tutte le parti interessate, inclusi i minorenni purtroppo protagonisti di questa vicenda.
Per Beppe Marotta, “Sicuramente si tratta di un atto da condannare e quindi non c’è nessuna attenuante; non è giusto pensare solo a un provvedimento disciplinare nei confronti dei ragazzi, ma dobbiamo analizzare, da dirigenti e genitori, quello che è accaduto. Significa che qualcosa non funziona nel percorso educativo dei ragazzi, legato alla società di calcio, ma anche al sistema scolastico e alla famiglia. Quindi noi dobbiamo essere più diretti e più incisivi nell’attività di prevenzione di un atto da biasimare, ma che è stato compiuto da ragazzi di 14 anni”.

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Il ragazzo responsabile, intanto, si è scusato su Instagram, rendendo poi privato il suo profilo, non più accessibile a chi non è suo follower.


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