Nuovo stadio della Roma: nove arresti per corruzione. La Raggi scriveva ieri: “Traguardo si avvicina”

Nuovo stadio della Roma: nove arresti per corruzione. La Raggi scriveva ieri: “Traguardo si avvicina”
13 giugno 2018

Nove arresti, 6 in carcere e tre ai domiliari, sono stati disposti dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, concernente un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Tra le persone arrestate ci sono anche l’imprenditore Luca Parnasi (in carcere), il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi) e il presidente dell’Acea Luca Lanzalone (ai domiciliari) che ha seguito, in veste di consulente per M5S, il dossier sulla struttura.
Proprio ieri sera, la sindaca Virginia Raggi aveva pubblicato un post sui suoi profili social per aggiornare i cittadini sull’avanzamento dell’iter per i lavori che ora potrebbero subire uno stop o un rallentamento per gli ultimi esiti dell’inchiesta. “Lo stadio a Tor di Valle si avvicina”, aveva scritto la Raggi. “Voglio aggiornarvi: ieri a mezzanotte è scaduto il tempo per presentare osservazioni al progetto. Ne sono arrivate 31. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo. Quest’opera – che noi abbiamo modificato ottenendo il taglio delle cubature di cemento e aumentando il verde – porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita degli abitanti nel quadrante sud della città. Tutti i cittadini potranno leggere la documentazione della Conferenza dei servizi sul portale di Roma Capitale. #UnoStadioFattoBene, un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perché ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia. Vogliamo che il sogno dello stadio a Tor di Valle diventi presto realtà”.
L’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Roma in esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura della Repubblica capitolina è scattata alle prime luci dell’alba quando mancano pochi giorni all’approdo in Assemblea capitolina della maxi-variante urbanistica, un provvedimento che avrebbe dovuto concedere ai proponenti migliaia di cubature in più rispetto a quanto previsto dal Piano regolatore generale, in un’area, quella di Tor di Valle, a forte rischio inondazioni. Il M5S, che pure nella campagna elettorale del 2016 si era opposto a questa controversa operazione calcistico-immobiliare, avrebbe voluto portare la delibera in Aula Giulio Cesare entro fine luglio, in tutta fretta, insieme alla convenzione urbanistica, in modo da far iniziare i lavori entro fine anno, come hanno chiesto più volte i privati”.


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