Antonella, l’ex di Dybala: “Un incubo. Negava altre storie, alla fine mi sono tolta il prosciutto dagli occhi”

13 giugno 2018

Antonella Cavalieri ha lasciato Paulo Dybala, che aveva seguito dagli inizi della sua esperienza nel calcio italiano nel 2012, quando insieme lasciarono l’Argentina per Palermo.

E racconta la fine della loro storia: “Il successo ha rovinato il nostro amore. Lui ha sempre negato di avere altre storie, ma a un certo punto mi sono tolta le fette di prosciutto dagli occhi”.

Antonella, classe ’95, ha deciso di rimanere in Italia, dove studia Economia e Commercio (a Torino) e si mantiene lavorando come indossatrice.

Inoltre in questo ultimo periodo si è vista spesso ospite nelle trasmissioni sportive di TeleLombardia, ma ora è partita per Ibiza.

E guarda ad un futuro nello show business: “Ho deciso di restare comunque in Italia e di giocarmi le mie carte qui: mi piacerebbe lavorare in tv… questo Paese ha già portato fortuna ad altre mie connazionali come Belen Rodriguez e Wanda Nara… magari succede anche a me”.

Tra alti e (tanti) bassi, la crisi di coppia è durata diversi mesi, fino alla rottura. Di mezzo ci sono stati un paio di flirt dell’attaccante classe ’93, certo quello con la pr milanese Ginevra Sozzi.

La Joya ha risentito molto della separazione, insieme ad altri fattori extra-calcistici (un contenzioso legale con la Puma). Lunga crisi sul campo ed è arrivato persino il duro rimprovero pubblico di Pavel Nedved. tuttavia difficilmente evitabile.

Poi il riavvicinamento tra i due, qualcuno parlava persino di nozze. Ma non è durata molto, è seguito il definitivo addio poche settimane dopo.

Probabilmente inevitabile, a sentire Antonella che spiega: “Più Paulo diventava famoso, più si allontanava da me. Mi sono trasferita per amor suo dall’Argentina, senza conoscere nessuno, ma è stato un incubo.

La popolarità e le ragazze che gli facevano il filo hanno rovinato la nostra storia. Lui ha sempre negato di avere altre storie, ma a un certo punto ho smesso di credergli, mi sono tolta le fette di prosciutto dagli occhi, ho fatto la valigia e me ne sono andata”.

Altri stralci dell’intervista su Chi (nuovo numero in edicola oggi):

INSIEME A TORINO. “Ad un certo punto mi dice: ‘Basta fare aventi e indietro. Fermati in Italia con me e la mia famiglia’. Io ero felice, accetto. Ma a Torino tutto si trasforma in un incubo. Ero sola, non parlavo l’italiano. All’inizio piangevo tutti i giorni, mi mancava la mia famiglia. Ma avevo fatto la mia scelta.

L’avrei seguito ovunque: America, Russia, Cina, Spagna. Ero convinta che fosse l’uomo della mia vita e con lui sarei andata anche sulla luna. Voleva che mi tatuassi il suo nome, poi qualcosa mi ha fermato. Meno male”.

VITA QUOTIDIANA. “La nostra vita quotidiana era triste. Lui giocava sempre con gli amici o alla Playstation. Io mi sono sentita messa in disparte per un lungo periodo. Ma lo amavo. Non ho goduto della bella vita, ma dei pochi momenti d’amore, che conservo.

La rovina dei calciatori, nella maggior parte dei casi, sono le persone che stanno accanto a loro. Gente pronta a dire sempre sì, ad abbassare la testa”.

IL RAPPORTO OGGI. “Nessuno… Ogni tanto mi fa sapere che è sconvolto all’idea che io stia a Milano. Magari nella sua testa pensa ancora che io voglia diventare una wags, ma io non lo sono e non lo sarò mai. Il peggio sono le aspiranti wags, quelle che vogliono a tutti i costi un calciatore anche se fidanzato o sposato. Fanno tristezza, ma la colpa è sempre dell’uomo, che in teoria dovrebbe saper dire di no…”

PEGGIO DEL TRADIMENTO. “C’è un particolare che mi ha ferito più del tradimento e della noncuranza: Paulo nella sua carriera non mi ha mai dedicato un goal. Questo ricordo mi fa molto male.

E sa perché non lo ha mai fatto? Credo che non volesse certificare il nostro amore, che non volesse farlo sapere alle altre. Che tristezza”.


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