Diritti TV della serie A, ecco il bando di Mediapro: così cambierà la trasmissione delle partite

Diritti TV della serie A, ecco il bando di Mediapro: così cambierà la trasmissione delle partite
7 aprile 2018

Mediapro, la società catalana che si è aggiudicata i diritti per la trasmissione delle gare di Serie A nel prossimo triennio, ha pubblicato il bando per rivendere a sua volta ad operatori televisivi o su internet.

Sono previsti 13 pacchetti, divisi in piattaforme: dunque nessun pacchetto in esclusiva. Un solo pacchetto con tutte le partite per il satellite; sulle altre 3 piattaforme, un pacchetto obbligatorio con 8 squadre “premium” (tra cui Juventus, Milan, Inter e Napoli, da definire le altre 4) e quello opzionale con le altre squadre.

Ma come funziona in concreto il bando e cosa può cambiare per gli utenti, anche alla luce dell’accordo che ha portato alcuni canali di Mediaset Premium su Sky?

PIÙ PIATTAFORME. Eravamo abituati alla cessione dei diritti a Sky per il satellitare, a Mediaset (ed eventualmente in parte a LA7 in passato) per il digitale terrestre; alcuni operatori, come TIM, avevano acquisito i diritti per alcuni match in streaming, ma è un mercato che fino ad ora non era affatto decollato.

Dal momento però che Mediapro non è un broadcaster, non è cioè un’emittente, il suo obiettivo è rivendere a quanti più operatori possibile, in modo da realizzare un profitto rispetto al miliardo e 50 milioni annui con cui si era aggiudicata i diritti.

Questo spiega anche perché Mediapro abbia offerto oltre 200 milioni in più rispetto agli 830 arrivati da Sky in precedenza: la TV satellitare avrebbe sostenuto quel costo in toto, gli spagnoli (passati nel frattempo a proprietà cinese) puntano ad una compravendita secca a quanti più soggetti possibile.

NETFLIX E AMAZON. Rispetto a soli 3 anni fa, il mercato è cambiato notevolmente: sono arrivati Netflix e Amazon Prime, giganti in espansione che puntano con ogni probabilità ad assicurarsi anche loro la trasmissione delle partite di A: o tutte e 380, oppure quelle degli 8 club “premium”.

Tra i soggetti probabilmente interessati anche Tim e La7, di recente passata a Cairo. Dunque si va verso un quadro molto più ampio rispetto al passato, con 5-6 operatori coinvolti.

CONCORRENZA. Più concorrenza si traduce in genere con una maggiore offerta, a costi ridotti o con costi stabili, ma migliore qualità.

Sarà un mercato più diversificato, con offerte per i tifosi più eocnomiche o tecnologicamente più avanzate (HD, full HD), per tenere il passo con i concorrenti.

In questo senso, ci avvicineremo di molto alla realtà della telefonia mobile, con più operatori che offrono servizi di qualità e costi diversi, con un abbattimento comunque complessivo dei costi rispetto a diversi anni fa.

DETTAGLI. In particolare, i pacchetti sono 13: 7 principali, 6 opzionali.

Un unico pacchetto per il satellite con le 380 partite; per il digitale terrestre, Web TV ed IPTV (Internet Protocol Television, cioè la trasmissione ancora attraverso internet, ma con una tecnologia diversa) due pacchetti a testa: uno con gli 8 club, l’altro opzionale con il resto.

Mediapro vorrebbe proporre anche un proprio canale in collaborazione con la Lega A, ma dovrebbe trovare un accordo con un’emittente cui appoggiarsi. Si tratta di un progetto al momento considerato non facilmente realizzabile.

L’ACCORDO SKY-MEDIASET. Per il momento 9 canali non sportivi di Mediaset Premium verranno anche trasmessi su Sky, che però ha anche un’opzione, che si realizzerà a certe condizioni, per l’acquisto di tutta Premium.

Il che fa ritenere più che possibile una confluenza completa di Premium, canali sportivi compresi, nei pacchetti della TV ormai ex rivale.

Un grattacapo non da poco per Mediapro, che di colpo vedrebbe venir meno il principale (e forse unico?) operatore ad oggi sul digitale terrestre.


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