Giocatore di rugby mangia una lumaca viva per sfida: rimane paralizzato dal collo in giù

Sam Ballard con alcuni amici del Northern Suburbs
Sam Ballard con alcuni amici del Northern Suburbs
12 marzo 2018

La vita di Sam Ballard, giovane di Sydney ormai ex giocatore di rugby, è cambiata in modo drammatico dopo aver ingerito una lumaca viva durante una festa in giardino, per sfida: il mollusco era infatti portatore di un parassita, l’Angiostrongylus cantonensis, in grado di causare la paralisi pressoché completa negli esseri umani.

Dopo 420 giorni di coma Sam si è risvegliato, ma ora vive su una carrozzina paralizzato dal collo in giù, si esprime con molta fatica e non è in grado di ingerire cibi o liquidi: il suo nutrimento viene assicurato da un tubicino.

Soffre inoltre di attacchi di epilessia ed il suo corpo ha subito un’alterazione del sistema di termoregolazione interna.

Ha tuttavia conservato un minimo di mobilità delle dita, che gli permette di spingere avanti la carrozzina attraverso gli appositi comandi.

I TAGLI DEL GOVERNO. La vicenda risale a qualche tempo fa ma è stata riportata da diversi media internazionali dopo la decisione del governo australiano di tagliare i fondi riservati a lui di quasi 3/4: dai precedenti 492 mila dollari australiani l’anno (315 mila euro) a 135 (86 mila), nel più ampio quadro di tagli di una sanità finanziariamente in affanno.

LA VICENDA. Sam, 28 anni, nel 2010 era sul finire dell’adolescenza quando, durante una festa in giardino (e forse dopo qualche bicchiere di troppo del vino rosso che avevano in tavola), viene sfidato ad ingoiare una lumaca avvistata da uno dei suoi amici e non si tira indietro.

Ci avrebbe probabilmente pensato almeno due volte se avesse saputo che le lumache mangiano anche le feci dei topi: da lì era arrivato il parassita, non a caso detto anche in inglese “rat lungworm” (“verme dei polmoni del ratto”).

Poco dopo l’ingestione Sam si era sentito male ed era stato portato in ospedale, ma dopo un iniziale miglioramento era finito in coma.

Sam, allora giocatore di rugby, fu non solo imprudente, ma anche molto sfortunato: il parassita in questione viene nella maggior parte dei casi debellato senza conseguenze dal corpo umano, nel suo caso invece portò ad una meningo-encefalite eosinofila, una forma di alterazione del sistema nervoso centrale causata dall’infezione parassitaria.

Dal risveglio, un anno e due mesi dopo il coma, la madre si prende cura di lui, alternativamente con infermieri perché Sam ha bisogno di assistenza 24 ore su 24.

Nel settembre 2017 fu comunicato via sms il “taglio” dei fondi a partire dal 2018: da allora, la famiglia ha già accumulato circa 27 mila euro di debiti, malgrado il sostegno che arriva attraverso una raccolta fondi istituita ad hoc dalle persone a lui vicine.

I dirigenti del sistema sanitario nazionale australiano stanno ora valutando una revisione del suo caso.

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