Short track, minacce di morte alla Boutin, sul podio al posto della Choi: “Se ti trovo muori”

Short track, minacce di morte alla Boutin, sul podio al posto della Choi: “Se ti trovo muori”
14 febbraio 2018

La gara di pattinaggio su ghiaccio short track, che al fotofinish ha dato ad Arianna Fontana e all’Italia il primo oro olimpiaco a Pyeongchang, ha avuto una coda molto spiacevole: alcuni “tifosi” sudcoreani se la sono presa con Kim Boutin, bronzo dopo la squalifica dell’idolo di casa Choi Minjeong, spingendosi molto in là con gli insulti.

In mezzo agli insulti “assortiti” sui social media anche singole minacce di morte, tra cui un: “Se ti trovo muori”, per così dire “nascosto” usando il coreano.

LA GARA. La Choi ha tagliato il traguardo appena dietro Arianna Fontana, tanto che è stato necessario il fotofinish per confermare la vittoria dell’azzurra. L’atleta sudcoreana è stata poi però squalificata per scorrettezze e a giudizio di qualcuno dovrebbe “vergognarsene”. Diffuso un video a sostegno della tesi che anche la Boutin avrebbe spinto le avversarie.

Tra i messaggi (alcuni dei quali rimossi successivamente) si legge: “complimenti per la tua medaglia sporca”, “tagliati le tue sporche mani”, “sei sporca e sei immondizia nello sport globale”, “ti ha insegnato tuo padre ad imbrogliare”, oltre a accuse generiche verso il Canada, definito “la nazione più corrotta”.

Ma anche i più inquietanti: “non sei un essere umano” e “se ti trovo muori” (quest’ultimo in coreano, credits per la traduzione a yahoo sports).

LA RISPOSTA DEL CIO. Questo il commento un po’ pilatesco di Mark Adams, portavoce del Comitato olimpico internazionale: “Dal punto di vista del CIO nessuno di noi può controllare i social media e il pubblico ha il diritto di dire cose. Chiediamo a tutti di rispettare gli atleti e continuiamo a sostenerli. È principalmente responsabilità del comitato olimpico nazionale canadese assicurarsi che i loro atleti siano adeguatamente protetti e sorvegliati”.

kim boutin

kim-boutin

Un utente coreano sostiene che la Choi sarebbe stata spinta “quasi alla parete” dalla Boutin, peraltro confondendosi perché la Boutin è salita al terzo posto dal quarto, mentre il secondo gradino del podio è andato all’olandese Yara van Kerkhof.


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