Salbutamolo, dura accusa a Froome: “Metti la gente contro il ciclismo”. La replica: “Non sono Contador”

Salbutamolo, dura accusa a Froome: “Metti la gente contro il ciclismo”. La replica: “Non sono Contador”
14 febbraio 2018

Tra pochi giorni il Tribunale antidoping dell’UCI si essprimerà su Chris Froome, che potrebbe essere privato dell’ultima Vuelta per i valori eccessivi di salbutamolo: “Non ho fatto nulla di sbagliato, non sono Condador”, dichiara il britannico.

Ma c’è chi lo accusa e pesantemente, come Tim Wellens del team Lotto–Soudal, vincitore di una tappa del Giro 2016: “Schierandolo, Sky rischia di armare la mano della gente contro il ciclismo“.

Il riferimento è alla Ruta del Sol, il giro di Andalusia, che il 4 volte vincitore del Tour potrebbe dover abbandonare per il sopraggiungere di una sentenza di condanna.

Froome difende la sua posizione e la sua scelta: “Non ho fatto nulla di sbagliato, è dura ma resto concentrato sui miei obiettivi, non c’è nessuno più di me che desideri che il processo si concluda velocemente.

Gli chiedono se il suo sia un caso come quello di Contador, a suo tempo squalificato 2 anni per clenbuterolo e privato del Tour 2010 e del Giro 2011: “No, quella era una sostanza vietata. C’è tanta disinformazione”.

In entrambi i casi si tratta di broncodilatatori, in grado di aumentare il metabolismo (sono controversi eventuali altri effetti “dopanti”). La squalifica minima prevista è di 2 mesi in caso di condanna, oltre ovviamente alla perdita della Vuelta, dato che la positività risale a quel periodo.

Detto della accuse di Willens, anche il ds del team EF Drapac, Jonathan Vaughters è critico: “Sky e Froome dovrebbero pensare al bene del ciclismo”.

Il timore è che la presenza in gara di un ciclista che entro qualche giorno potrebbe dover abbandonare per squalifica danneggi l’immagine del ciclismo e possa avere un impatto negativo su molti appassionati.

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Sul tema si era espresso anche Vincenzo Nibali, cui andrà la Vuelta in caso di (probabile) squalifica dell’avversario, parlando fra l’altro di “giorno triste per il ciclismo”.

Il team principal di Sky Dave Brailsford, interpellato sull’argomento, taglia corto: “Chris è innocente e deve correre”.

 

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