Wada, l’accusa degli hacker russi: “È legata all’FBI, vuole dominio USA sullo sport”

Wada, l’accusa degli hacker russi: “È legata all’FBI, vuole dominio USA sullo sport”
11 gennaio 2018

A poche settimane dall’Olimpiade invernale in Corea del  Sud, da cui la Russia è stata esclusa, il gruppo di hacker russo “Fancy Bears” ha pubblicato una serie di e-mail scritte da alti dirigenti del CIO, della WADA e dell’USOC (Comitato Olimpico USA) da cui emergerebbe l’intento di agire secondo interessi politici, in particolare di stabilire un’influenza maggiore degli USA sul CIO.

Questo almeno è quanto sostiene il gruppo, sospettato di legami con l’intelligence russa e che ha in passato accusato le sorelle Williams di uso di doping e le autorità americane di averne coperto l’uso di sostanze illecite.

Emergerebbe fra l’altro un “chiaro legame fra la WADA (agenzia mondiale antidoping) e l’FBI. La Wada replica: “Criminali senza attendibilità”.

In particolare alcuni membri della commissione d’inchiesta Wada sullo scandalo del doping russo, presieduta da Richard McLaren avrebbero fortissimi legami con il servizio di spionaggio americano e lo stesso McLaren.

Per i Fancy Bears gli “anglo-sassoni” avrebbero dichiarato guerra “agli europei” per ottenere il controllo del mondo dello sport e del movimento olimpico e, si legge nell’accusa, avere “accesso ai fondi multimilionari e alle tangenti, che sono parte integrante di questo mondo”.

La Wada ha respinto ogni accusa: “Come sapete, Fancy Bear è un’organizzazione criminale che cerca di minare la nostra attività. Ciò che hanno pubblicato è datato”. Il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, non ha espresso commenti.

“Le vere intenzioni della coalizione guidata dagli anglosassoni”, si legge sul sito di Fancy Bear, sono molto meno nobili della lotta al doping: è evidente che gli americani e i canadesi sono desiderosi di rimuovere gli europei dalla leadership nel movimento olimpico e di raggiungere il dominio politico delle nazioni di lingua inglese. Inoltre, stanno cercando di privare i vecchi funzionari corrotti di Losanna dall’accesso a fondi multimilionari e tangenti che formano parte integrante del mondo dello sport”.

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A sostegno di questa tesi viene citata una e-mail dell’a.d. del Comitato Olimpico Usa, Scott Blackmun, al direttore generale del CIO Christophe De Kepper: “Il funzionario americano, a nome dell’organizzazione, chiede il ritiro della WADA dalla giurisdizione del CIO così che l’agenzia possa essere autorizzata a testare e punire gli atleti colpevoli: in altre parole, la WADA intende diventare un super-predatore nel mondo dello sport e avere la sola autorità di decidere chi ha ragione o chi ha torto”.

Si implica dunque un legame fra USOC e WADA, con l’intento di sottrarre quest’ultima al CIO e farne strumento da usare con fini politici.

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