Caso scommesse, assolti Starace e Bracciali. L’aretino: “Il più bel regalo di compleanno”

Caso scommesse, assolti Starace e Bracciali. L’aretino: “Il più bel regalo di compleanno”
9 gennaio 2018

Il Tribunale di Cremona ha assolto Potito Starace e Daniele Bracciali dall’accusa di frode sportiva, consistente nell’aver alternato degli incontri per trarne vantaggio nel giro delle scommesse: “Il fatto non sussiste”, dunque assoluzione con formula piena. Rischiavano entrambi 2 anni di reclusione.

Gran sollievo e gioia per Bracciali, seppur ormai al tramonto della sua carriera: “È uno dei più bei giorni della mia vita, il più bel regalo per i miei 40 anni [domani, n.d.r.]”.

GIUSTIZIA SPORTIVA VS GIUSTIZIA ORDINARIA. Da puntualizzare come la sentenza di oggi, di primo grado, sia di un tribunale della giustizia ordinaria. Quella sportiva aveva già assolto il 26enne campano.

LE SENTENZE SPORTIVE. In ambito sportivo, il Tribunale Federale della FIT aveva in primo grado radiato entrambi, mentre in secondo grado Potito Starace era stato assolto definitivamente e la sanzione di Bracciali era diventata di 12 mesi: l’ultimo grado della giustizia sportiva aveva confermato le sentenze di secondo grado.

Tuttavia Bracciali poteva giocare solo i tornei ITF ma non quelli  dell’ATP, che aveva esercitato nei suoi confronti il potere discrezionale di sospendere un tennista coinvolto in un processo penale.

CALCIOSCOMMESSE, POI TENNIS. Con i due tennisti assolto anche l’ex ds del Perugia Roberto Goretti, L’indagine era nata proprio nel mondo del calcio, le indagini avevano portato poi all’apertura di un filone sul tennis.

L’ACCUSA. Secondo l’accusa, al centro di puntate non regolari fra il 2007 e il 2011 c’erano incontri di tennis chiamati in codice ‘creme‘. Goretti e l’amico Bruni avrebbero coinvolto Bracciali cui furono offerti anche 50 mila euro per combinare i match.

Quando Bracciali si fece male, Bruni e Goretti gli consigliarono di “reclutare” colleghi. Sarebbe perciò entrato in scena Starace, compagno di doppio di Bracciali.

Per gli inquirenti, Potito avrebbe intascato 300 mila euro da un’altra organizzazione per perdere la finale di Casablanca contro Andujar del 2011, mentre per “risarcire” Bruni e compagni ne avrebbe presi 50 mila purché perdesse a Barcellona. Fatti smentiti ora dal giudizio di primo grado.

L’accusa ha già preannunciato il ricorso in appello una volta lette le motivazioni della sentenza, che saranno pubblicate entro 90 giorni.

Nel 2016 avevano patteggiato i bolognesi Manlio Bruni e Francesco Giannone, ex commercialisti del giocatore Beppe Signori, rispettivamente un anno e dieci mesi e un anno e otto mesi di reclusione.

LA REAZIONE DI BRACCIALI. Raggiante l’aretino nell’intervista a La Nazione:  “È il più bel regalo per i miei 40 anni. Domani per me è un compleanno speciale e l’assoluzione perché il fatto non sussiste per il caso delle scommesse nel tennis. È una liberazione, finalmente è stata fatta giustizia, è uno dei giorni più belli della mia vita”.

Come riporta arezzonotizie.it, Bracciali ha manifestato l’intenzione di giocare ancora e di attivare il “ranking protetto” all’86esimo posto.

Starace, personaggio schivo, scrive su Facebook: “Lui era la roccia contro la quale gli altri si erano frantumati…”, citazione del film ‘Vento di Passioni’; frase un po’ criptica, forse allusione alla verità della sua innocenza, “roccia” contro si sono andate a frantumare le accuse.


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