Paulo Dybala si confessa: “Sogno il Pallone d’Oro, per tutti quelli come me”

Paulo Dybala si confessa: “Sogno il Pallone d’Oro, per tutti quelli come me”
6 dicembre 2017

L’attaccante della Juventus Paulo Dybala si confessa alla rivista Vanity Fair, affrontando i temi più disparati: la vita fuori dal campo, i sogni di ragazzo, il ricordo del padre, gli obiettivi per il futuro.

IL TALENTO VA COLTIVATO. Le doti da sole non bastano, spiega la Joya: “Dio ci dà un dono, ma poi quel dono va lavorato. Ne ho visti tanti di fenomeni nei settori giovanili, ragazzi di cui dicevano: ‘Se solo avesse avuto la testa, avrebbe potuto essere Maradona o Messi’. Ecco, io ho lavorato soprattutto per evitare questo“.

PAPÀ ADOLFO. Il ricordo del padre: “È morto per un tumore, quando avevo 15 anni. Fu un dolore fortissimo. Nei mesi precedenti non riusciva più a venirmi a trovare e il club mi fece andare a casa per un po’ di tempo. Sei mesi erano troppo pochi e mi venne la tentazione di mollare tutto. Forse un giorno lo ritroverò o forse no, a papà però penso sempre e gli dedico tutti i miei goal“.

VITA IN CAMPO VS FUORI. ” Quando abbiamo un pallone tra i piedi, noi calciatori siamo felicissimi. Quello che succede dietro, nel retropalco, spesso non è proprio bellissimo, il più delle volte il calciatore è un uomo molto solo”.

I SOGNI DI BAMBINO. Dybala è originario del piccolo centro di Laguna Larga, 8000 mila anime, 700 chilometri da Buenos Aires. Lì ha anche istituito la sua Fondazione Sonrisa per cui si è esibito in alcuni pezzi di bravura calcistica la scorsa estate.

I dolci ricordi d’infanzia: “Quando ci riunivamo intorno al fuoco, da bambini, d’estate con i miei amici, espressi il desiderio di vincere il Pallone d’Oro. Vincerlo sarebbe un messaggio importante per tanti bambini, per tutti quelli che nati in un piccolo posto lontano dai grandi centri possono sperare di poter raccontare una storia simile alla mia”

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NAZIONALE. Ci sarà quasi certamente anche lui con l’Argentina nella rassegna mondiale russa (diciamo “quasi” perché Sampaoli è uomo capace di scelta anche sorprendenti, come le recenti e ripetute esclusioni di Higuain).

Sarà l’occasione per realizzare uno dei sogni del fantasista bianconero, che svela un aneddoto: “Mi è stato chiesto di vestire l’azzurro e sono stato molto grato. Avevo 19 anni e rispondere “no, grazie” fu dura. Ma sono argentino e sarebbe stato un inganno”.



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