Nina Moric, la ricetta per il Benevento: “Finale di Champions in 4 anni”

Nina Moric
Nina Moric
28 novembre 2017

La soubrette Nina Moric, ex moglie di Fabrizio Corona, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un programma di ferro che porterà il Benevento in finale di Champions League: “Presidente Vigorito, segua me che ci vedo lungo. Proviamo, tanto peggio di così…”.

La lettera aperta al presidente dei sanniti si gioca sul filo dell’ironia verso una squadra giunta ormai alla 14esima sconfitta consecutiva: record negativo (per i maggiori campionati europei) già 3 giornate fa e costantemente “aggiornato”.

“Nessuno si aspettava un campionato in stile Leicester, ma nemmeno questa figuraccia, 0 punti in 14 partite: il passo da squadra simpatia a ridicolo è breve”, premette la Moric.

Che poi, per rendersi credibile nel ruolo di consigliera, sciorina il suo curriculum: “Chi le scrive non è una donna bella e stupida, oltre ad aver sbagliato a scegliere marito 16 anni fa, penso di aver sbagliato poche volte nella vita, i miei 2 calendari sono ancora lì nei primi 2 posti in classifica per copie vendute, ho fatto 2 isole dei famosi e il bagaglino, se avessi fatto la suora avrebbero eletto il Papa donna, se iniziamo questo progetto in 4 anni facciamo la finale di Champions“.

Seguono le proposte:

– per prima cosa dobbiamo vendere diversi stranieri: se abbiamo 0 punti di sicuro non spostano gli equilibri, per usare una frase alla Leonardo (non il pittore… Leonardo Bonucci), possibilmente in Cina per fare più soldi.
– facciamo un giro insieme a parlare con Juve, Inter, Napoli e ci facciamo dare 4/5 giovani di quelli che corrono e non si lamentano, a me dicono di sì altrimenti li smerdiamo su questa pagina.
– poi andiamo a prendere 2 stranieri super promettenti dal vivaio del Psg o del Real Madrid, per esempio a me lo sceicco del Qatar non dice di no glielo posso assicurare.
– poi facciamo un progettino economico interessante, probabilmente non lo sa, ma in Giordania e Iraq ho contatti di livello e arriviamo ovunque, questa è una cosa che governi e presiedenti già mi hanno confessato che vorrebbero mettere in atto. Facciamo 2/3 scambi di prestiti mandiamo lì qualche italiano poco utilizzato nel Benevento a fare il protagonista nel campionato e magari pure in coppa d’Asia  Iraq e Giordania hanno sfiorato la qualificazione al mondiale, quindi non sono solo kebab e datteri”.

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C’è spazio anche per la polemica sociale: “Questa operazione in termini di marketing avrebbe vantaggi che lei non può nemmeno immaginare, oppure lei crede che il Barcellona metta Unicef come sponsor per umanità e carità cristiana? È una forma di pubblicità enorme, ragazzini che muoiono di fame con la maglietta di Messi sulle spalle. Questi devono andare in giro pure con la maglia del Benevento, nei bar devono pagare per vedere le partite del Benevento, e da grandi devono venire a visitarla Benevento.
Io in cambio non voglio niente, solo il premio salvezza, ma sono una che ai soldi non ci ha mai guardato.

Proviamo… tanto peggio di così”.



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