Ventura vuole la buonuscita: “Dimissioni? Aspetto la federazione”. Di Tavecchio non c’è traccia

Ventura vuole la buonuscita: “Dimissioni? Aspetto la federazione”. Di Tavecchio non c’è traccia
14 novembre 2017

Ventura, che aveva disertato le interviste dell’immediato post match, in conferenza stampa si scusa per la disfatta azzurra nel play-off, ma non rassegna le sue dimissioni: “Non ho nemmeno parlato con Tavecchio”, che invece non si fa vedere proprio: parlerà in conferenza stampa domani, alle 12, insieme al presidente del Coni Malagò.

Ricordiamo che nel 2014, dopo l’eliminazione al primo turno dal Mondiale in Brasile, sia il ct. Prandelli che l’allora presidente FIGC Abete si dimisero.

L’impressione su Ventura è che voglia discutere una buonuscita sul contratto rinnovato in estate fino al 2020 (in molti fra gli addetti ai lavoro avevano ipotizzato l’esistenza di una clausola rescissoria in caso di mancata qualificazione al Mondiale, mai però confermata).

“So che quando non si fanno risultati la colpa è dell’allenatore”, esordisce Ventura. “Sono orgoglioso di aver lavorato con grandi campioni, ho voluto salutare tutti uno per uno

Un paio di giornalisti in sala gli chiedono se intenda rassegnare le dimissioni ma il ct nega la possibilità, almeno per il momento: “Non mi sono dimesso, non ho nemmeno parlato con Tavecchio. Ci sono da valutare molte cose, mi confronterò con la Federazione e capiremo insieme cosa fare. Qualsiasi cosa verrà partorita verrà accettata.

“Di sicuro chiedo scusa agli italiani, non per l’impegno ma per il risultato. Non dite che non è nato il feeling tattico con la squadra: la partita di stasera dimostra il contrario” (a dispetto di quanto afferma però, il labiale di De Rossi sembra far pensare diversamente).

E prosegue: “Questa eliminazione è un risultato sportivamente pesantissimo, ero convinto che la Nazionale potesse farcela ma so accettare perché il calcio è fatto così. Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni e con altri a cui auguro di diventarlo. Sono dispiaciuto perché stasera per l’ennesima volta ho capito cosa vuol dire allenare la Nazionale: qualcosa di straordinario, ringrazio il pubblico di San Siro, ci ha sostenuto in ogni momento”.



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