Russia 2018, non solo l’Italia: chi c’è già e chi lotta per un posto

Russia 2018, non solo l’Italia: chi c’è già e chi lotta per un posto
13 novembre 2017

L’Italia scende in campo a San Siro con la Svezia (probabili formazioni) per guadagnarsi uno dei 4 posti ancora da assegnare per il Mondiale, in programma in Russia dal 14 giugno al 15 luglio 2018: sono 28 le squadre già qualificate, mancano all’appello 2 europee (l’altra verrà da Irlanda-Danimarca), una fra Honduras ed Australia ed una fra Nuova Zelanda e Perù.

Di seguito un quadro completo con le qualificate (ordinate secondo la data di raggiungimento dell’obiettivo) e le ultime sfide per l’accesso alla rassegna sportiva più seguita del pianeta assieme all’Olimpiade.

GIÀ QUALIFICATE (28 SQUADRE SU 32).

Europa: Russia (Paese ospitante), Belgio, Germania, Inghilterra, Spagna, Polonia, Islanda, Serbia, Portogallo, Francia, Svizzera, Croazia (12 squadre, se ne aggiungeranno 2).

Africa: Nigeria, Egitto, Senegal, Marocco, Tunisia (5 squadre).

CONCACAF (Centro-nord America e Caraibi): Messico, Costa Rica, Panama (3 squadre, può aggiungersi l’Honduras).

America del Sud: Brasile, Uruguay, Argentina, Colombia (4 squadra, può aggiungersi Perù).

Asia: Iran, Giappone, Corea del Sud, Arabia Saudita (4 squadre, può aggiungersi l’Australia che dal 2006 è calcisticamente considerata asiatica, almeno come nazionale).

Oceania: Nuova Zelanda, se vincerà lo spareggio con Perù.

LE ULTIME QUALIFICATE PRIMA DELL’ITALIA. Domenica la Svizzera ha pareggiato 0-0 in casa con l’Irlanda del Nord, si qualifica grazie all’inesistente rigore dell’andata; a reti bianche anche la Croazia contro la Grecia, Modric & co. passano grazie alla vittoria 4-1 in casa.

Tra venerdì e domenica si sono chiusi i giochi in Africa.

Si erano già qualificate Nigeria e, in una cornice mozzafiato, l’Egitto, si sono aggiunte il Marocco (vittoria 2-0 nello scontro diretto in Costa d’Avorio, a segno anche Benatia), Tunisia (è bastato lo 0-0 interno con la Libia) e, con un turno d’anticipo, il Senegal: vittoria 2-0 in Sudafrica nel match ripetizione di quello giocato un anno fa ed annullato per la squalifica a vita dell’arbitro.

CHI È ANCORA IN GIOCO.  Stasera Italia-Svezia, vittoria scandinava 1-0 all’andata; domani (martedì 14), sempre alle 20.45, Irlanda-Danimarca, 0-0 all’andata. A parità di goal passa chi ha segnato di più in trasferta, altrimenti si passa a supplementari ed eventualmente ai rigori.

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Ci sono poi i due spareggi intercontinentali: mercoledì 15, alle 10 (di mattina) Australia-Honduras; l’ultimo match delle qualificazioni mondiali sarà quello alle 03.15 della notte fra il 15 ed il 16, Perù-Nuova Zelanda.

Entrambe le partite di andata si sono concluse a reti bianche, anche in questi spareggi vale la regola dei “goal in trasferta che valgono doppio”, in subordine supplementari e rigori.

LE GRANDI ESCLUSE. Solo Brasile ha preso parte a tutte le edizioni e nel destino delle altre c’è stato almeno un forfait. Ciò detto, tre eliminazioni hanno fatto un certo rumore: in Europa quella dell’Olanda, già esclusa da Euro 2016 e terza nel girone A con Francia e Svezia; nel continente americano, quella degli USA (clamorosa anche per via della modesta concorrenza) e quella del Cile vincitore delle ultime 2 edizioni della Coppa America.

Solo sfiorata l’eliminazione dell’Argentina: decisiva la tripletta di Messi nell’ultimo match del girone.

CURIOSITÀ. Si potrebbero considerare grandi assenti dal punto di vista della popolazione India e Cina, insieme 2,7 miliardi di abitanti (circa un terzo della popolazione mondiale), ma come noto non vantano grandi tradizioni calcistiche.

A titolo di curiosità, l’India fu invitata per ‘edizione brasiliana del ’50 ma rinunciò all’ultimo momento: non furono mai chiariti ufficialmente i motivi, si disse per il divieto di giocare a piedi nudi: il ct Balaidas Chatterjee era convinto che i suoi con le scarpe non sarebbero riusciti neanche a correre, perché abituati a giocare scalzi.

I cinesi finora hanno preso parte all’edizione del 2002 e uscì al primo turno, dopo 3 sconfitte, 0 goal segnati e 9 subìti. Non è bastato Lippi (subentrato in corsa) per farcela stavolta.

L’Italia sarebbe la seconda eliminata di un certo peso, l’unica vera “grande” storica. Finora gli azzurri hanno mancato l’appuntamento del 1930 perché si decise di non affrontare il lungo viaggio transoceanico fino all’Uruguay; non si qualificò invece per l’edizione ’58: decisiva in negativo fu Irlanda del Nord-Italia 2-1 del 15 gennaio 1958.

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A quasi 60 anni di distanza, si rischia il catastrofico bis (con non indifferenti ricadute anche economiche di cui Tavecchio dovrebbe trarre le conseguenze).



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