GP di Suzuka 2005, la straordinaria impresa di Kimi Raikkonen

5 ottobre 2017

Domenica prossima, 8 ottobre la Formula 1 correrà a Suzuka, una pista che evoca una delle più grandi imprese di questo sport: nel 2005 Kimi Raikkonen vinse il Gran Premio partendo dalla 17posizione ed effettuando il sorpasso della vittoria all’ultimo giro.

Il finlandese, allora pilota McLaren, in qualifica è sorpreso dalla pioggia che si intensifica negli ultimi minuti, perdendo come altri (incluso il già campione del Mondo Alonso su Benetton) il momento migliore per entrare in pista: da qui la sua posizione molto arretrata sulla griglia di partenza.

Al via del GP il compagno Montoya lo tocca sulla ruota posteriore, un inizio che sembra far presagire un week-end da dimenticare (poco dopo “cavallo matto” Montoya toccherà anche Villeneuve comportando l’ingresso della Safety Car per pochi minuti).

Ma il quasi-incidente in avvio serve solo a rende ancora più entusiasmante la lunga rimonta.

Al sesto giro Raikkonen ha già guadagnato 5 posizioni e comincia a costruire l’impresa: riesce ad effettuare altri 10 sorpassi (tra cui quello a Michael Schumacher), malgrado la sua auto abbia un carico di benzina maggiore di diverse monoposto avendo puntato su una strategia di pit-stop ritardato.

Nel giro 44 di 53 Iceman fa registrare il tempo più veloce (1’31″540, a tutt’oggi record di Suzuka), poco dopo effettua il pit-stop: ad 8 tornate dal termine si ritrova così in seconda posizione, dietro Fisichella su Benetton, con un distacco di 9 secondi.

L’inseguimento a ritmo indemoniato, riducendo di un secondo a giro il distacco dall’italiano, culmina nel sorpasso all’ultima tornata: al termine del rettilineo Raikkonen trova il varco giusto sorprendendo l’avversario sull’esterno.

In conferenza stampa dirà: “Ovviamente è stata una vittoria molto più difficile di ogni altra mia vittoria ma è anche più bello quando devi davvero sudare per conquistarla. È stato fantastico”.

Raikkonen colse in Giappone, quel 9 ottobre, la settima affermazione stagionale (e ultima in McLaren) chiudendo al secondo posto in classifica generale.

Il 2006 fu un anno sfortunato, ma le grandi prestazioni e il talento mostrato nel 2005 gli valsero l’ingaggio in Ferrari, dove già al primo anno, nel 2007, si laureò campione del Mondo: fu il primo titolo del dopo-Schumacher e, ad oggi, l’ultimo del Cavallino Rampante.


Condividi:


Commenti