Fu Yixiang (Camera Commercio) gela l’Inter: “Difficile lo sblocco agli investimenti per Suning”

Fu Yixiang (Camera Commercio) gela l’Inter: “Difficile lo sblocco agli investimenti per Suning”
12 settembre 2017

Fu Yixiang, vice-presidente della Camera di Commercio italo-cinese, ha rilasciato delle dichiarazioni che non faranno troppo piacere ai tifosi dell’Inter: “Difficile lo sblocco degli investimenti cinesi ad ottobre”.

I cordoni della borsa di Suning, proprietaria del pacchetto di maggioranza della società nerazzurra, potrebbero dunque rimanere stretti anche a gennaio.

Nel corso dell’intervista su TeleLombardia, all’interno della trasmissione TopCalcio24, Fu Yixiang si è espresso in primo luogo sullo scottante tema del blocco che il governo di Pechino ha imposto ad alcuni tipi di investimenti e delle possibilità che il prossimo Congresso del Partito Comunista Cinese possa mutare prospettiva.

Per motivi di politica interna, in particolare il timore della fuga di capitali, il governo cinese ha diviso gli investimenti esteri in 3 categorie: concessi, bloccati in toto e fortemente limitati, fra cui rientrano quelli nell’ambito dello sport (oltre a quelli in settore immobiliare, turismo ed intrattenimento).

A luglio anche l’attacco che ha fatto scalpore di un funzionario del governo che sulla TV di Stato CCTV ha parlato di possibilità di riciclaggio di denaro da parte di Suning, che da allora ha dato una stretta improvvisa al mercato. E addio per i tifosi sogni di grandi investimenti prospettati nei mesi precedenti.

Fu Yixiang rivela diversi retroscena sulla situazione interna alla Cina, con particolare attenzione ai possibili sviluppi dopo il Congresso ad ottobre del partito, che definirà le linee guida dell’economia cinese dei prossimi anni.

Di seguito le sue dichiarazioni.

“La legge non dice: fino ad ottobre non si può investire: non ha detto fino a quando non si può investire su quei settori. Da ottobre in poi si parla del Partito e dei nuovi investimenti, ma non si è parlato di uno svincolo su questa regola.  Potrebbe anche non sbloccarsi nulla ad ottobre.

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Non è facile spostare il capitale cinese all’estero, specie se non puoi investire su un club sportivo. Prendiamo ad esempio il Parma [di proprietà cinese]: tutti aspettano l’autorizzazione degli investimenti cinesi, ma non so se è ancora arrivata l’autorizzazione.

Da settembre dello scorso anno era stata ristretta la possibilità di esportare capitali cinesi all’estero, ma quest’anno è uscito proprio un decreto preciso nel quale si dice che non si può investire su quei settori.

L’accusa mossa a Suning era quella di operare investimenti incomprensibili: non si capisce quale aiuto potrebbe dare al calcio cinese investire sull’Inter e si può portare a fuga di capitale o a riciclaggio.

Gli investimenti incomprensibili, dove non c’è un ritorno per il Paese, come diceva la TV di stato, possono portare a queste cose.

Si è parlato di Suning perché è l’azienda più grossa, ma non si parlava solo di Suning. Si è parlato sia dell’acquisizione del Milan che dell’Inter e si parlava di investimento incomprensibile.

Suning è l’azienda più famosa, quindi è stata più colpita dalla citazione da parte del servizio della TV di Stato.

Gli investimenti di Suning sui diritti TV sono un argomento differente: c’è un ritorno garantito sul mercato cinese dove Suning ha la sua pay-tv con cui trasmette le partite ai tifosi cinesi: è quindi un investimento che ha un ritorno in Cina.

La federazione calcistica cinese ha attuato un regolamento per bloccare i grandi trasferimenti: se un club cinese avesse acquistato Neymar a quella cifra la federazione chiederebbe ulteriori 222 mln come multa e i soldi sarebbero destinati ai settori giovanili cinesi, quindi il giocatore verrebbe a costare il doppio.

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Al momento non c’è stata nessuna dichiarazione che dice: “ad ottobre si cambia”, al momento c’è un divieto ad investire su quei settori, questo sicuramente. Suning è un grande gruppo, magari ha altri introiti non cinesi e potrebbe cambiare la situazione.

Ma l’Inter ha due problematiche: il problema di esportare i soldi dalla Cina e anche quello di pareggiare il bilancio per il fair play, quindi il problema con l’UEFA.

Quello del Milan è un caso a parte che sinceramente non riesco a giudicare“.



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