Il bacio di Ilaria D’Amico a Gigi Buffon: partono le cause per diffamazione

Ilaria D'Amico e Gigi Buffon
Ilaria D'Amico e Gigi Buffon
20 luglio 2017

Soli soletti, su un motoscafo, in mezzo al mare, Ilaria D’Amico e Gigi Buffon danno sfogo alla loro passione di innamorati. Peccato (per loro) che l’obiettivo del fotografo del settimanale di gossip “CHI” è stato impietoso parazzando la coppia.

Abbracci, coccole, bagni e baci per la bella conduttrice di Sky e per il portiere, capitano della Juventus e della Nazionale. Foto decisamente rubate al largo dell’Isola del Giglio, come svela la stessa rivista diretta da Alfonso Signorini. “La passione – scrive “CHI” – che già in passato ha visto Gigi e Ilaria protagonisti hot sulle pagine di questo giornale (vedi la prima vacanza d’amore: estate 2014, Grecia), questa volta li ha travolti nelle acque dell’Isola del Giglio, dove si trovavano per qualche giorno di vacanza senza figli (coincidenza quasi astrale, quando per figli s’intende quelli di uno, Louis Thomas e David Lee, quello dell’altra, Pietro Rocco, e quello che hanno avuto insieme, Leopoldo Mattia)”.

Un momento di relax e privato che, però, è stato carpito dai fotografi. “Sono andati a cercarsi un po’ di privacy al largo, a bordo di uno yacht di 16 metri – scrive ancora il settimanale -. E l’hanno trovata, o almeno così credevano, a poche miglia dalla costa. Finalmente soli. Il resto l’hanno fatto il sole, la pelle nuda, i famosi baci a labbra salate, quel rollio della barca che rende gli animi inquieti… Fatto sta che Ilaria e Gigi hanno ceduto al richiamo delle sirene: lei lanciatissima, lui più cauto, ma comunque reattivo, e si sono lasciati andare alle effusioni senza scendere sottocoperta. D’altronde sembrava che nessuno fosse in vista, a parte due gabbiani…”.

Ma le allusioni non sono piaciute alla coppia che, come svela “Il Fatto Quotidiano”, ha fatto partire le querele. Verso “CHI” e verso “Libero” il cui titolo era particolarmente audace. “In effetti – racconta il giornale – il settimanale di gossip diretto da Alfonso Signorini aveva scelto per la copertina una immagine decisamente allusiva, con la D’Amico immortalata mentre si avvicina alle gambe del compagno. Libero, come sempre molto disinvolto nei titoli online e nei lanci social, aveva parlato di “bacino proprio lì, nel luogo più caliente del corpo maschile” provocando la comprensibile ira della coppia e la conseguente diffida, arrivata attraverso l’avvocato Daniele Missaglia: “Ilaria D’Amico e Gianluigi Buffon – si legge nel testo inviato alla redazione di Libero – mi hanno conferito mandato per denunziare il grave danno d’immagine patito in conseguenza della pubblicazione sul vostro sito web di fotografie e commenti gravemente pregiudizievoli per i miei assistiti. La selezione delle foto da voi pubblicate, affiancate da titoli oltremodo diffamatori quali “il bacino proprio lì, nel luogo più caliente del corpo maschile”, espongono i miei assistiti, in particolare Ilaria D’Amico, ad allusioni degradanti circa le asserite (e non veritiere) intenzioni espresse nel fermo-immagine.

“In realtà la signora Ilaria D’Amico – continua la precisazione del legale – si è limitata, mentre rideva, ad appoggiare la fronte sulle gambe del compagno, ma le modalità volutamente ambigue con cui è stata selezionata l’immagine (rafforzata da eloquenti titoli denigranti) evocano nel lettore la connotazione pruriginosa e passionale del gesto”. Dopo aver spiegato il vero senso della fotografia, l’avvocato Missaglia è passato alla diffida formale, con tanto di richiamo al codice penale: “La pubblicazione delle suddette foto, con la combinazione di commenti artatamente suggestivi, integra pacificamente il reato di diffamazione punito all’art. 595 c.p., con l’aggravante di cui al comma III della medesima disposizione, per essere la condotta perpetrata con il mezzo della stampa, ovvero altro mezzo di pubblicità”. Inutile dire, infine, che l’articolo in questione è stato prontamente rimosso dal sito di Libero, così come da quello di altre testate che avevano dato agli scatti la medesima interpretazione maliziosa”. Insomma niente di “piccante” ma solo scatto rubato che ha dato adito a un macroscopico errore.


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