Spalletti a 360 gradi: il ruolo di Icardi, Joao Mario, i tifosi, Nagatomo

Spalletti a 360 gradi: il ruolo di Icardi, Joao Mario, i tifosi, Nagatomo
14 giugno 2017

Abbiamo già introdotto la presentazione ufficiale di Luciano Spalletti, ma nel corso dell’ora e mezza di conferenza il tecnico di Certaldo ha avuto modo di esprimersi su molte tematiche.

Detto della prima parte, passiamo ad analizzare gli altri punti toccati.

Spalletti insiste molto sulla storia, recente e non, con il formulario immaginifico cui talora fa ricorso: “Ho imparato molto anche da Herrera e Mourinho, due sciamani.

“Ora però sono già quattro anni che non vinciamo niente, dobbiamo riposizionare l’Inter nel ruolo che gli compete nella storia: per questo sono venuto qui e per questo serve cambio radicale”.

Affronta di petto la spinosa questione della scelta di “ripiego”: “Secondo me davanti a me ce n’erano anche più di due ma non me ne frega niente, vado a fare il mio lavoro anche senza troppe valutazioni.

“L’Inter hanno contattato già a fine campionato, allora avevo già detto a Pallotta che sarei andato via”.

“Lavoreremo sentendo l’umore dei nostri calciatori: a loro chiedo di fidarsi di me, sarò con loro al 100% in ogni situazione”.

Il punto di partenza della rosa non è basso, anzi: “L’anno scorso non ho visto tutta questa differenza di punti tra Inter e Juve. Vincere è difficilissimo, anche con calciatori forti”.

Sul modulo: “Ho pensato a un 4-2-3-1 per iniziare ma dobbiamo essere pronti a fare anche altre cose. Il modulo conta relativamente: è fondamentale saper riconoscere determinati concetti. Mi piace analizzare la difesa avversaria per capire come penetrarla.

“Sarebbe meglio avere il prima possibile a disposizione i giocatori e sfruttare questi 50 giorni per lavorare”.

L’Inter deve acquisire la costanza di un risultato permanente, non occasionale. E dentro la testa dei calciatori ci deve essere la disponibilità a volte a giocare, a volte a stare fuori perché l’Inter ha bisogno di riserve forti”-

Svicola su Perisic (“nessun singolo è determinante”), mentre su Icardi: “Lui è il capitano dell’Inter, oltre alle qualità di calciatore dovrà indicare i comportamenti giusti. Dentro l’area ne vedo pochi come lui. Deve venire però di più a giocare a centrocampo e dare una mano, cose che Pioli ha introdotto e vanno riprese”.

Sul neo-tecnico dello Jiangsu Capello, le cui parole oggi (di cui Spalletti non è a conoscenza) hanno ingenerato qualche polemica: “So che ora fa parte della famiglia Suning, per ora non ci ho parlato ma sarà un piacere farlo e spero avvenga presto”.


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