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Il Torino vince 4-1 a Palermo

Palermo, la squadra è ordinata ma senza qualità. Qualche dubbio sulle scelte di De Zerbi

Il Palermo ha festeggiato le 1000 partite giocate nel suo stadio con la quarta sconfitta su quattro in casa e con il terz’ultimo posto in classifica. Il Torino, invece, ha centrato la terza vittoria consecutiva dopo quelle interne con Roma e Fiorentina arrampicandosi dietro Roma e Milan inseguitrici della Juventus. Nulla da dire sul 4-1 rifilato dalla squadra di Mihajlovic ai siciliani: i granata sono  stati nettamente superiori sul piano della qualità e del gioco contro i rosanero molto volenterosi ma nulla di più. Il Palermo ci mette anima e impegno ma, per il momento, questi valori non bastano per essere competitivi, come del resto dimostra la striminzita classifica.

E dire che il Palermo, schierato con la sorpresa Bentivegna (uscito al 15′ per infortunio muscolare) a fianco di Nestorovski, era andato in vantaggio dopo 5′ con Chochev bravo a deviare in porta un lungo traversone di Diamanti. Molto deternminata la formazione di De Zerbi, si è però sciolta subito dopo aver incassato il pareggio ad opera di Ljajic con lo splendido tiro a giro al 25′. E il serbo, completando la sua ottima prestazione, ha fatto anche doppietta al 40′ con un bolide dal limite che si infila alle spalle di Posavec. Sul 2-1 il Palermo è scomparso beccando a fine primo tempo anche il terzo gol con Benassi al termine di un’azione corale rifinita da Baselli. Non ci vuole molto a capire che Ljajic è di un’altra categoria e che centrocampo e difesa granata si esprimono su livelli sconosciuti agli attuali interpreti rosanero. Qualche dubbio, per la verità, anche sulle scelte di De Zerbi. Il tecnico, ai microfoni di tv e giornali, ha ribadito il suo concetto di calcio e cioè la necessità di impostare sempre e comunque la manovra. Ineccepibile il suo ragionamento: costruendo gioco alla fine anche arriveranno anche i risultati, è la filosofia del giovane allenatore rosanero. Ma siamo proprio sicuri che, in serie A, davanti a squadre come il Torino che esprimono un potenziale nettamente superiore al Palermo, sia questa la strada da seguire? In particolare, tenere alto un cursore come Aleesami e avere un terzino di spinta come Rispoli, mettere contemporaneamente due uomini con il compito di portare palla in avanti (Diamanti e Bentivegna, poi Hiljemark) dietro Nestorovski, non è un po’ troppo? Non a caso i due centrocampisti Chochev e Bruno Enrique, al di là dello spessore tecnico, hanno avuto difficoltà a fare filtro e a contenere un reparto bene assortito come quello del Torino con Benassi, Valdifiori e Baselli.

Normale che, dopo l’intervallo, sia uscita dagli dagli spogliatoi una squadra che si era già arresa: infatti pronti via e il Torino ha sfiorato il gol con Iago Falque e 5 minuti dopo è arrivato il poker con Baselli che ha realizzato la marcatura numero 17 della stagione dei granata, secondo attacco del campionato assieme alla Juve e dopo la Roma. A risultato ormai acquisito, il Palermo ha avuto uno scatto d’orgoglio tentando di ridurre lo svantaggio con le conclusioni di Nestorovski, Rispoli e Chochev tutte senza esito. Troppo poco per sperare nella clamorosa rimonta, anzi finisce con lo stadio Barbera praticamente al buio per un guasto all’impianto di illuminazione consegnando il quarto posto al Torino e la consapevolezza al Palermo che dovrà lottare fino alla fine per guadagnare la salvezza.




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