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Frank De Boer tecnico dell'Inter

Inter, De Boer ultimo appello: l’olandese a un passo dall’esonero

Frank de Boer ad un passo dall’esonero. Nonostante, a parole, i dirigenti dichiarino grande fiducia nel tecnico, pesano sull’Inter le 5 sconfitte nelle prime 10 gare tra campionato ed Europa League. E il responsabile della crisi sarebbe stato individuato nell’olandese al quale vengono imputati errori nelle scelte tecniche (vedi la partita contro il Cagliari), nella gestione delle partite e nella preparazione fisica della squadra. Il fatto di essere stato catapultato in serie A completamente differente dall’Eredivise e per di più a meno di due settimane dall’avvio del campionato, per il club nerazzurro non sono più alibi validi se non l’allenatore non troverà la maniera per cambiare in meglio la stagione. Zanetti e Ausilio hanno chiesto il perché della rinuncia totale a Kondogbia e Brozovic che restano comunque un patrimonio della società e della scelta di dare spazio a Jovetic e non a Palacio nel finale della gara con i sardi. Ma a De Boer sarebbe stato chiesto anche di cambiare mentalità: in Olanda e in Spagna si gioca sempre per attaccare, in Italia a volte accontentarsi di un pareggio è utile sia sotto il profilo della classifica che su quello “ambientale”. Infine l’aspetto atletico: domenica l’Inter è sembrata in debito di ossigeno negli ultimi 20 minuti, bisogna cambiare metodi per essere più preparati sul piano della corsa e dell’aggressività.

Tre macigni non da poco che pesano sul capo di De Boer la cui posizione non è più salda come prima. Le prossime due partite saranno decisive: in Europa League con il Southampton e poi in campionato con l’Atalanta, l’Inter non può permettersi passi falsi. Altrimenti sarà subito divorzio. Addirittura c’è chi ha indicato la trasferta in Inghilterra come ultima spiaggia prima di dare un’eventuale scossa alla conduzione tecnica nerazzurra. In ogni caso la società ha già stabilito un’altra data per “fare i conti”, cioè il 6 novembre dopo Inter-Crotone: in quell’occasione ci sarà una sorta di verifica sul lavoro dell’olandese e sugli eventuali correttivi da apportare. Insomma non è proprio una bella atmosfera per lavorare e il tecnico deve averlo ormai capito specialmente dopo il caso Icardi.

Nel frattemo anche il gruppo Suning comincia a dare segnali di nervosismo. La nuova proprietà “rosa alla mano – scrive la Gazzetta dello Sport – si aspettava un andamento ben diverso e una posizione in classifica proporzionata agli investimenti effettuati in estate. Oltre a un gioco che ancora non si vede, convince poco il suo metodo decisamente nordico e poco latino, come si è abituati a queste latitudini. Per questo, in società, si attendono una svolta nella gestione di De Boer, il quale ha compreso il punto di (sottile) equilibrio a cui è arrivato”. C’è da dire che l’entusiasmo dei cinesi è stato forse eccessivo. Lo stesso Mancini, cacciato via con troppa fretta, aveva denunciato i limiti di una campagna acquisti non proprio mirata e oggi è difficile dare torto al “Mancio”. De Boer ha anche parlato ai giocatori spronandoli a fare meglio e di più, ricordando loro che la vera Inter è quella che ha battuto la Juventus mettendoli però con le spalle al muro: “È ora di correre, sudare, faticare, aiutarsi – avrebbe detto il tecnico alla squadra come racconta ancora il quotidiano sportivo -. Chi vuole partecipare e sostenere il comune progetto è ben accetto, chi vuole estraniarsi alzi la mano e venga a chiedere la cessione a gennaio. Silenzio. Una decina di secondi di silenzio nello spogliatoio, prima della chiusura: bene, allora fino a gennaio si lavora a testa bassa per il bene dell’Inter, per l’onore della maglia”.




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