Parma, dall’Europa League al fallimento

Parma, dall’Europa League al fallimento
30 aprile 2015

Dall’Europa League, al fallimento fino alla serie B. Passando per una serie di grane giudiziarie che hanno rovinato un’isola felice del calcio italiano. Il Parma è retrocesso con cinque giornate buscando quattro gol in trasferta dalla Lazio che, giustamente, insegue il sogno Champions e non ha fatto sconti. Del resto, la retrocessione era certa, solo un sogno e la matematica tenevano accesa la piccola fiammella della speranza, corroborata dalla vittoria contro la Juventus e da una serie di risultati utili consecutivi.

Il Parma, in un anno, è passato dall’Europa League dello scorso maggio all’inferno del 2015. Alla guida della società si sono succeduti ben sei presidenti: Ghirardi, Doca, Giordano junior, Giordano senior, Kodra e Manenti, fino all’avvento dei curatori fallimentari che ora stanno tentando il disperato salvataggio di un club che, per assurdo, spera di poter disputare il prossimo campionato di Serie B. Che il finale potesse essere tragico lo si era già capito dai primi risultati, con il Parma che, ultimo in classifica, incassò sette reti dalla Juventus. Poi il caos societario.

Ghirardi non pagò le prime sei mensilità a giocatori e dipendenti, per poi vendere la società alla Dastraso Holding, che non portò alcun buon risultato e anzi cedette il pacchetto azionario alla Mapi Group di Giampietro Manenti. L’inizio della fine.

E mentre gli stipendi non arrivavano, piovevano però punti di penalizzazione (sette), senza i quali probabilmente si sarebbe potuto assistere ad un campionato diverso. Il 19 marzo scorso il fallimento della società, preceduto di un giorno dall’arresto del presidente Manenti, i tanti debiti, i pignoramenti, l‘illusione della salvezza grazie a imprese – come quella sulla Juve – che resteranno memorabili nei ricordi dei tifosi. Come memorabile resterà l’impegno di Donadoni, della squadra, di tutto lo staff e dei dipendenti della società emiliana che, pur tra mille difficoltà, hanno continuato a lavorare e a giocare con grande dignità e professionalità.

Onore al Parma, dunque, che saluta la serie A e che adesso si tuffa nella sfida più importante, cioè alla ricerca di un acquirente che possa salvare il club dal baratro dei dilettanti.


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