Fabio Capello a muso duro: “Basta con i tribunali degli ultrà”

Fabio Capello a muso duro: “Basta con i tribunali degli ultrà”
14 aprile 2015

Fabio Capello dice la sua sullo striscione contro il presidente Pallotta. “Dovrebbe essere il punto di non ritorno per tutti. Ero uno dei pochi che aveva il coraggio di dirlo”.

Il commento è dell’ex tecnico della Roma dopo la presa di posizione del dirigente che ha commentato duramente gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito, esposti in Curva Sud per i quali è arrivata la squalifica per un turno. Un atteggiamento di denuncia, quello del presidente romanista, che ha scatenato contro di lui gli ultrà giallorossi.

“Una delle cose più brutte che mi è capitata nel calcio”, ha ricordato Capello a Shanghai per i Laureus Award, premi assegnati agli atleti di varie discipline sportive, è stata “dopo la sconfitta contro l’Atalanta: arrivano i tifosi della Roma e noi dovemmo andare lì di fronte. Io ero assolutamente contrario a questa decisione però il presidente disse che dovevamo farlo, ed essendo un dipendente ho accettato, ma malvolentieri, infatti rimasi molto lontano dalla rete, andò a parlare Totti e basta”.

Per il ct della Russia è assurdo dover “essere giudicati davanti a dei tribunali inventati da persone con la fedina penale non puramente pulita. È il limite principale in tutti i posti, non solo a Roma, non vedo per quale motivo uno deve fare questo. Sono dispiaciuto che questo succeda continuamente e non si prendano delle decisioni serie”.


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