I dinosauri del calcio: da Matthews a Miura, quando è dura smettere di inseguire un pallone

I dinosauri del calcio: da Matthews a Miura, quando è dura smettere di inseguire un pallone
10 aprile 2015

Dino Zoff aveva 39 anni, quando sollevò al cielo la coppa del mondo, in Spagna, nel 1982 ; sembrava già troppo vecchio per il calcio, ma giocò per un altro anno, superando i 40, quando disputò la finale di coppa dei campioni con l’Amburgo, nel 1983 ad Atene.
Dinosauri del calcio. Sembrava un’eccezione, in un gioco, comunque, molto diverso da quello attuale, dove la metodologia degli allenamenti, l’alimentazione e il supporto medico allungano la carriera.
Nonostante ciò, il motto secondo cui “la vita comincia a 40 anni” sembra estraneo al mondo del calcio e i calciatori che si avvicinano alla soglia fatidica fanno sempre un certo scalpore. Nella foga mediatica di invocare spazi per i giovani di qualità, che sono pochissimi, la soglia dei 30-35 anni è quella che delimita il viale del tramonto.
Certo, casi come quello del giapponese Kazuyoshi Miura, ex del Genoa, in Serie A, andato in gol a 48 anni sono eccezionali sotto tutti i punti di vista, ma si parla della Serie B giapponese, con tutto il rispetto. C’è l’italianissimo Giorgio Corona che, a 41 anni suonati, ha firmato già 9 gol nel campionato di Lega Pro, con la maglia del Messina. Lamberto Boranga, grande portiere del passato, per dire, a 71 anni parava ancora nel Papiano, in Seconda categoria umbra.
Categorie che possono consentire ai calciatori di spendere le ultime gocce di una lunga carriera. A un livello più stellare, non mancano i casi di ‘dinosauri’ che si sono espressi su un piano più che dignitoso al cospetto di avversari che potevano essere i loro figli. Ryan Giggs ha appeso le scarpe al chiodo all’età di 40 anni la scorsa stagione dopo una carriera straordinaria con il Manchester United, Mark Schwarzer, con la maglia dei Leicester City è sceso in campo a 42 anni in Premier League
Un altro grande portiere del passato, l’inglese Peter Shilton ha giocato i mondiali di Italia ’90 a 40 anni ed è andato in pensione a in pensione a 47 anni, dopo aver raggiunto 1005 partite di campionato inglese e dopo aver fatto l’allenatore giocatore al Plymouth Argyle, nei bassifondi del calcio amatoriale inglese. Merito di un fisico generoso, in grado di tenere più a lungo della media, e di allenamento personalizzati.
Altro tardone del calcio inglese, Kevin Phillips che ha giocato la sua ultima partita della Premier League inglese per il Crystal Palace a 40 anni, due mesi e segnando il suo ultimo gol da professionista con la maglia del Blackpool cinque mesi più tardi. La sua testimonianza rivela una sensazione simile a Shilton, di un approccio diverso più tardi nella sua carriera.
“Ovviamente quando si invecchia si tende a trovare le cose un po’ più difficile”, ha detto Phillips a FIFA.com. “Bisogna lavorare il doppio degli altri per stare al passo con loro. Non ho mai fatto yoga, ma ho sentito Ryan (Giggs) dire che (lo ha fatto). È simile allo yoga, ma io ho praticato un sacco di stretching. Stretching ogni giorno, in ogni”.
Un regime di allenamento personalizzato ha aiutato Faryd Mondragon a stabilire il record per il giocatore più anziano a giocare in una Coppa del Mondo, in Brasile 2014, all’età di 43 anni e tre giorni.
Prima di lui, il camerunese Roger Milla aveva giocato ai mondiali americani del 1994 a 42 anni, facendo pure gol, contro la Russia, un record nel record.
Brad Friedel deve dire grazie alla decisione di ritirarsi dal calcio internazionale a 30 anni: una scelta che gli ha allungato la carriera. Friedel, che ha giocato la Coppa del Mondo del 2002 per gli Stati Uniti, ha firmato per il Tottenham Hotspur nel 2011, a 40 anni, e ha continuato a giocare ogni partita di Premier League in quella stagione. Quella stagione ha contribuito a far raggiungere al portiere americano un record straordinario di 310 presenze consecutive nella massima serie, in otto anni.
Certo, c’è il risvolto della medaglia. Il giudizio degli osservatori, sostanzialmente fondato sulla sfiducia e la perplessità. Ogni volta che si commette un errore, le persone dicono: “Che gioca a fare ancora? È troppo vecchio”.
“Per me, l’età non è un ostacolo per qualsiasi cosa nella vita”, ha spiegato Shilton. “Se hai l’atteggiamento mentale e sei fisicamente in grado di farlo. La gente arriva a un punto in cui pensano che dovrebbero essere sempre vecchio. Un sacco di persone sono molto giovane nel cuore”.
In Italia, l’ultimo highlander a appendere le scarpe al chiodo è stato Javier Zanetti, che ha lasciato a 41 anni suonati, ancora niente rispetto al record assoluto di Stanley Matthews, sceso in campo con la maglia dello Stoke City alla veneranda età di 50 anni e 5 giorni, nel 1965.
Davanti a lui, persino Francesco Totti, il giocatore più anziano, coi suoi 38 anni, a aver segnato in Champions, sembra un ragazzino. Il calciatore di movimento più anziano attualmente in circolazione nei campionati maggiori d’Europa risulta essere il terzino Manuel Pablo, ex Nazionale della Spagna e difensore del Deportivo La Coruna che continua a correre all’età di 40 anni (25 gennaio 1976). Al secondo posto il centrocampista dell’Evian Cedric Barbosa (solo due i mesi di differenza rispetto a Pablo), mentre al terzo troviamo Juan Francisco Garcia del Levante. Il Pupone è soltanto quarto.


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